Questo Blog nasce per Informare sulla Circoncisione Maschile, contro le Violenze-le Menzogne-i Falsi Miti, la Disinformazione e la Violazione dei Diritti Umani. La Circoncisione maschile non previene ne riduce HIV, MST/STD's, anzi, rende il pene più esposto a infezioni, virus e batteri, aumenta le IVU nei bambini, incoraggia escissioni sulle bambine, viola l'etica medica e il diritto di scelta per il proprio corpo. Negli Stati Uniti è la 1°causa di mortalità infantile sotto i 2 anni. Stop Now!
venerdì 1 gennaio 2016
martedì 13 gennaio 2015
Circoncisione e rapporti sessuali: meno piacere?
Circa un terzo degli uomini sul nostro pianeta è circonciso, ma poco si sa delle possibili ed eventuali conseguenze a livello della vita sessuale che una circoncisione può determinare.
Una recente indagine, condotta in un paese europeo, la Danimarca, dal Dipartimento di Epidemiologia dello Statens Serum Institut di Copenhagen, sembra darci una prima, reale e forse concreta valutazione di questo potenziale problema andro-urologico.
Ricordiamo che in Danimarca solo il 5% dei maschi è circonciso.
Strutture statali ben organizzate e popolazioni non "enormi" permettono naturalmente una più facile valutazione epidemiologica sulle varie ed eventuali relazioni positive o negative che si possiamo avere dopo aver subito una circoncisione e danno anche la possibilità di valutare i vari aspetti e le eventuali modificazioni che si possono avere sulla regolare vita e risposta sessuale di queste persone e delle loro eventuali compagne.
Questo studio-sondaggio danese ha coinvolto 5552 persone che hanno fornito in diretta informazioni generali e particolari sulla loro vita sessuale di singolo e/o di coppia.
Molto sinteticamente da questa prima valutazione epidemiologica, limitata ad un paese dove la circoncisione non è consigliata in modo massiccio né per tradizione culturale né per motivi religiosi, risulta che una fisiologica e regolare attività sessuale, come ad esempio l’età a cui di solito avviene il primo rapporto sessuale e gli aspetti che caratterizzano una normale vita di relazione, differiscono di poco ed in modo non significativo tra gli uomini circoncisi e i non circoncisi o tra le donne con compagni circoncisi e non circoncisi .
Tuttavia, lo studio indica negli uomini circoncisi una maggiore percentuale di difficoltà a raggiungere l’orgasmo ma pure un'ampia ed articolata gamma di difficoltà sessuali nelle donne con compagni circoncisi; in particolare vengono lamentate nelle signore difficoltà a raggiungere un orgasmo, dispareunia (cioè fastidi o dolori a livello della vagina o della pelvi durante un rapporto sessuale) ed un senso di appagamento sessuale non completo.
Questi dati pur interessanti sono però limitati è naturalmente costituiscono solo un iniziale lavoro, condotto in un’area colturale particolare, che devono essere ora confrontati e ricontrollati anche in zone geografiche del nostro pianeta dove la circoncisione è una pratica più diffusa e comune sia per motivi di tipo culturale od ancor più religioso.
Fonte:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21672947
Una recente indagine, condotta in un paese europeo, la Danimarca, dal Dipartimento di Epidemiologia dello Statens Serum Institut di Copenhagen, sembra darci una prima, reale e forse concreta valutazione di questo potenziale problema andro-urologico.

Circoncisione di Gesù Corale Sec.XV
Ricordiamo che in Danimarca solo il 5% dei maschi è circonciso. Strutture statali ben organizzate e popolazioni non "enormi" permettono naturalmente una più facile valutazione epidemiologica sulle varie ed eventuali relazioni positive o negative che si possiamo avere dopo aver subito una circoncisione e danno anche la possibilità di valutare i vari aspetti e le eventuali modificazioni che si possono avere sulla regolare vita e risposta sessuale di queste persone e delle loro eventuali compagne.
Questo studio-sondaggio danese ha coinvolto 5552 persone che hanno fornito in diretta informazioni generali e particolari sulla loro vita sessuale di singolo e/o di coppia.
Molto sinteticamente da questa prima valutazione epidemiologica, limitata ad un paese dove la circoncisione non è consigliata in modo massiccio né per tradizione culturale né per motivi religiosi, risulta che una fisiologica e regolare attività sessuale, come ad esempio l’età a cui di solito avviene il primo rapporto sessuale e gli aspetti che caratterizzano una normale vita di relazione, differiscono di poco ed in modo non significativo tra gli uomini circoncisi e i non circoncisi o tra le donne con compagni circoncisi e non circoncisi .
Tuttavia, lo studio indica negli uomini circoncisi una maggiore percentuale di difficoltà a raggiungere l’orgasmo ma pure un'ampia ed articolata gamma di difficoltà sessuali nelle donne con compagni circoncisi; in particolare vengono lamentate nelle signore difficoltà a raggiungere un orgasmo, dispareunia (cioè fastidi o dolori a livello della vagina o della pelvi durante un rapporto sessuale) ed un senso di appagamento sessuale non completo.
Questi dati pur interessanti sono però limitati è naturalmente costituiscono solo un iniziale lavoro, condotto in un’area colturale particolare, che devono essere ora confrontati e ricontrollati anche in zone geografiche del nostro pianeta dove la circoncisione è una pratica più diffusa e comune sia per motivi di tipo culturale od ancor più religioso.
Fonte:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21672947
mercoledì 17 dicembre 2014
Algeria, ospedali in tilt. Troppe circoncisioni durante il Ramadan
Algeria, ospedali in tilt. Troppe circoncisioni durante il Ramadan
Lo rivela un rapporto pubblicato sul sito della tv "Al- Arabya" . Mobilitati 3.500 medici specialisti
Gli ospedali dell'Algeria sarebbero letteralmente in tilt. La motivazione? Troppe circoncisioni.
E'questa la realtà che emerge da un rapporto, pubblicato sul sito della tv satellitare "Al- Arabiya", secondo cui, proprio in questi ultimi giorni di Ramadan, considerati "particolarmente propizi", le strutture ospedaliere dell'Algeria avrebbero registrato un boom di interventi di questo genere.
Complice dell'emergenza sembrerebbe anche il Ministero della Sanità che, proprio alcuni giorni fa, ha infatti diffuso una direttiva molto severa che vieta, nella maniera più assoluta, a medici di famiglia e ambulatori di effettuare il delicato intervento, autorizzando così soltanto i reparti di chirurgia degli ospedali. Il risultato: migliaia di famiglie, con i bambini in età di circoncisione, si sono riversati nelle strutture ospedaliere, costringendo così le autorità competenti a mobilitare ben 3.500 medici specialisti.
www.liberoquotidiano.it/index.html
Il Ministero, in tal modo, si augura di scongiurare tragedie come quella del 2005, quando, nella provincia di Costantina, a Est di Algeri, fu organizzata una circoncisione collettiva, durante la notte del Destino, il 27 del mese di Ramadan, in cui, secondo la tradizione, il Corano fu rivelato al profeta Maometto. Centinaia di bambini, in tale occasione, furono accompagnati in una scuola elementare per essere circoncisi, ma qualcosa andò per il verso sbagliato. 17 di loro subirono gravi amputazioni.
E'questa la realtà che emerge da un rapporto, pubblicato sul sito della tv satellitare "Al- Arabiya", secondo cui, proprio in questi ultimi giorni di Ramadan, considerati "particolarmente propizi", le strutture ospedaliere dell'Algeria avrebbero registrato un boom di interventi di questo genere.
Complice dell'emergenza sembrerebbe anche il Ministero della Sanità che, proprio alcuni giorni fa, ha infatti diffuso una direttiva molto severa che vieta, nella maniera più assoluta, a medici di famiglia e ambulatori di effettuare il delicato intervento, autorizzando così soltanto i reparti di chirurgia degli ospedali. Il risultato: migliaia di famiglie, con i bambini in età di circoncisione, si sono riversati nelle strutture ospedaliere, costringendo così le autorità competenti a mobilitare ben 3.500 medici specialisti.
www.liberoquotidiano.it/index.html
Il Ministero, in tal modo, si augura di scongiurare tragedie come quella del 2005, quando, nella provincia di Costantina, a Est di Algeri, fu organizzata una circoncisione collettiva, durante la notte del Destino, il 27 del mese di Ramadan, in cui, secondo la tradizione, il Corano fu rivelato al profeta Maometto. Centinaia di bambini, in tale occasione, furono accompagnati in una scuola elementare per essere circoncisi, ma qualcosa andò per il verso sbagliato. 17 di loro subirono gravi amputazioni.
mercoledì 19 novembre 2014
Circoncisione in Marocco
La circoncisione in Marocco
Una musica allegra fatta da percussioni e trombe avvisa del passaggio di qualcuno…qualcuno di importante.. ti affacci alla porta e dal vicolo stretto e anonimo ti appare, come per magia, una scena da film, da racconto delle Mille e una notte. Un corteo di musicanti vestiti con candidi jellaba bianchi in testa alla parata, subito dopo uno splendido cavallo bianco bardato in oro e rosso con in sella un giovane uomo che stringe a se un infante, vestiti di bianco come la neve, in contrasto con la loro pelle scura. E poi un susseguirsi di bambini che cercano di arrivare per primi alle caramelle che vengono gettate dai due cavalieri. E poi ancora risa, urli e canti che coinvolgono prima tutta la strada, poi il quartiere intero. Questa è la circoncisione vista dal di fuori, ma non è mai una festa per il bambino. Praticata esclusivamente per ragioni religiose, la circoncisione concerne tutti i marocchini. Tecniche tradizionali e medicina moderna si dividono un mercato milionario, in nome del Corano.
Se bisogna cercare un denominatore comune a tutti i marocchini di sesso maschile, di sicuro é la circoncisione, salvo casi rari nessun maschio puo’ scappare. Moktar Bourak è un “Hajjam“, di padre in figlio, da generazioni. Una sorta di barbiere polivalente che pratica indifferentemente l’estrazione dei denti, i salassi e la circoncisione. Il “mestiere” l’ha appreso sul campo e, a 70 anni, riesce ancora a circoncidere i bambini ed averli come primi pazienti. Questo avviene a Derb Chorfa, quartiere popolare di Casablanca dove quasi tutta la popolazione maschile è passata tra le sue mani esperte.
I veri Hajjam vantano un punto di onore e professionalità dichiarando la disinfezione degli utensili, essenzialmente delle forbici, con acqua di Javel (comune candeggina da pavimenti). Dichiarano anche di effettuare visite post-operatorie e di prescrivere i medicinali, in caso di piccole complicazioni. Mai parlare però di anestesia, non è una cosa naturale! Il Sign. Bourak nel momento di massimo splendore della sua carriera riusciva a circoncidere anche 50 bambini in una sola giornata: questo succedeva negli anni ’80. “Le autorità in quel periodo organizzavano delle campagne di circoncisione in grande stile in occasione di feste nazionali o religiose“, racconta con un filo di nostalgia. A titolo di aneddoto: per valutare il lavoro di ognuno, il capo della corporazione degli Hajjama, a fine giornata, procedeva alla conta dei prepuzi tagliati per ogni Hajjam! Quell’età d’oro (!) non esiste più oggi e Mokhtar pratica raramente circoncisioni intensive e comunque sono sempre più rare. Questo da quando le autorità locali preferiscono inviare nelle zone rurali e disagiate medici e infermieri professionisti in questo tipo di operazione.
I marocchini preferiscono sempre di più rivolgersi al bisturi del chirurgo in ospedali pubblici. Il Dott. Abdellah Bouchta, specialista in chirurgia plastica e riparatrice dichiara che il prezzo é comunque accessibili, circa 70 Euro ad intervento e, nel caso di famiglie disagiate il prezzo scende a 18 euro, a condizione di presentare un certificato di indigenza. Ovviamente negli ospedali la tecnica cambia: visita preoperatoria, strumenti sterili, anestesia generale o locale secondo i casi. “Con un anestesia il bambino non si agita quindi è più facile procedere all’operazione ed evitare nel contempo complicazioni” sottolinea il Dott.Bouchta che condanna da sempre la circoncisione all’”antica”. Un chirurgo di una clinica privata di Marrakech tende a sottolineare quanto sia importante non sottovalutare il dolore e lo schock subiti dal bambino che, occasionalmente possono avere delle conseguenze psicologiche a lungo termine. Non è per niente che nella tradizione marocchina, la circoncisione è da sempre accompagnata da una grande festa, con musica e cavallo da parata per cercare di attenuare la sofferenza del bambino. Oggi comunque questa tradizione sta cambiando e i genitori, anziché pagare cavallo e festeggiamenti, preferiscono dare i soldi ad una clinica privata ( sempre più cara del cavallo ma a favore del bambino). L’intervento dura all’incirca 10 minuti ma non è mai un intervento banale, resta un atto medico che esige dei tecnici e una preparazione particolare. Il Dott. Lahbabi, chirurgo al Policlinico CNSS del quartiere Bernoussi di Casablanca attacca gli “Hajjama” con queste parole:” Gli Hajjama non sono in grado di far fronte a complicazioni serie, come emorragie o infezioni e, ancor prima di questo, non hanno nessun tipo di formazione nella pratica e nella assistenza medicale“. Pertanto la CNSS (Ente Mutualistico) come altre Assicurazione persistono nel non considerare la circoncisione come un atto medico ma come un rituale e, in effetti, questo intervento non è rimborsabile. La cosa più scandalosa rimane comunque il fatto che mai nessun Hajjam é stato perseguito dalla legge in caso di complicazioni gravi e decessi e ancor più scandaloso, riferisce un praticante laureato, che l’Ordine dei medici non ha mai fatto nulla contro questa aberrazione. Secondo le credenze, in quanto la Torah non è mai stata messa per iscritto, ma tramandata solo oralmente sino al 4 secolo d.c, Dio ordinò ad Abramo di circoncidersi a 99 anni. Dopo di lui i suoi bambini, iniziando da Ismaele, 13 anni, per finire con Isacco, 8 giorni di vita. Questa sarà la differenza di età che distinguerà il rito ebraico da quello musulmano, in materia di circoncisione. La pratica era già conosciuta nell’Arabia pre-islam, prima di essere ricondotta negli usi tradizionali islamici, anche se di tutto questo non vi è alcuna menzione di obbligo nel Corano.
L’uso tradizionale di accompagnare la circoncisione con una cerimonia è l’occasione per i genitori di mostrare all’entourage parentale che il loro bambino sta diventando uomo. Sempre più raro è vedere un bambino a cavallo davanti ad un ospedale o ad una clinica privata, pratica che nella caotiche città marocchina sta diventando impensabile a farsi!
Se bisogna cercare un denominatore comune a tutti i marocchini di sesso maschile, di sicuro é la circoncisione, salvo casi rari nessun maschio puo’ scappare. Moktar Bourak è un “Hajjam“, di padre in figlio, da generazioni. Una sorta di barbiere polivalente che pratica indifferentemente l’estrazione dei denti, i salassi e la circoncisione. Il “mestiere” l’ha appreso sul campo e, a 70 anni, riesce ancora a circoncidere i bambini ed averli come primi pazienti. Questo avviene a Derb Chorfa, quartiere popolare di Casablanca dove quasi tutta la popolazione maschile è passata tra le sue mani esperte.
I veri Hajjam vantano un punto di onore e professionalità dichiarando la disinfezione degli utensili, essenzialmente delle forbici, con acqua di Javel (comune candeggina da pavimenti). Dichiarano anche di effettuare visite post-operatorie e di prescrivere i medicinali, in caso di piccole complicazioni. Mai parlare però di anestesia, non è una cosa naturale! Il Sign. Bourak nel momento di massimo splendore della sua carriera riusciva a circoncidere anche 50 bambini in una sola giornata: questo succedeva negli anni ’80. “Le autorità in quel periodo organizzavano delle campagne di circoncisione in grande stile in occasione di feste nazionali o religiose“, racconta con un filo di nostalgia. A titolo di aneddoto: per valutare il lavoro di ognuno, il capo della corporazione degli Hajjama, a fine giornata, procedeva alla conta dei prepuzi tagliati per ogni Hajjam! Quell’età d’oro (!) non esiste più oggi e Mokhtar pratica raramente circoncisioni intensive e comunque sono sempre più rare. Questo da quando le autorità locali preferiscono inviare nelle zone rurali e disagiate medici e infermieri professionisti in questo tipo di operazione.
I marocchini preferiscono sempre di più rivolgersi al bisturi del chirurgo in ospedali pubblici. Il Dott. Abdellah Bouchta, specialista in chirurgia plastica e riparatrice dichiara che il prezzo é comunque accessibili, circa 70 Euro ad intervento e, nel caso di famiglie disagiate il prezzo scende a 18 euro, a condizione di presentare un certificato di indigenza. Ovviamente negli ospedali la tecnica cambia: visita preoperatoria, strumenti sterili, anestesia generale o locale secondo i casi. “Con un anestesia il bambino non si agita quindi è più facile procedere all’operazione ed evitare nel contempo complicazioni” sottolinea il Dott.Bouchta che condanna da sempre la circoncisione all’”antica”. Un chirurgo di una clinica privata di Marrakech tende a sottolineare quanto sia importante non sottovalutare il dolore e lo schock subiti dal bambino che, occasionalmente possono avere delle conseguenze psicologiche a lungo termine. Non è per niente che nella tradizione marocchina, la circoncisione è da sempre accompagnata da una grande festa, con musica e cavallo da parata per cercare di attenuare la sofferenza del bambino. Oggi comunque questa tradizione sta cambiando e i genitori, anziché pagare cavallo e festeggiamenti, preferiscono dare i soldi ad una clinica privata ( sempre più cara del cavallo ma a favore del bambino). L’intervento dura all’incirca 10 minuti ma non è mai un intervento banale, resta un atto medico che esige dei tecnici e una preparazione particolare. Il Dott. Lahbabi, chirurgo al Policlinico CNSS del quartiere Bernoussi di Casablanca attacca gli “Hajjama” con queste parole:” Gli Hajjama non sono in grado di far fronte a complicazioni serie, come emorragie o infezioni e, ancor prima di questo, non hanno nessun tipo di formazione nella pratica e nella assistenza medicale“. Pertanto la CNSS (Ente Mutualistico) come altre Assicurazione persistono nel non considerare la circoncisione come un atto medico ma come un rituale e, in effetti, questo intervento non è rimborsabile. La cosa più scandalosa rimane comunque il fatto che mai nessun Hajjam é stato perseguito dalla legge in caso di complicazioni gravi e decessi e ancor più scandaloso, riferisce un praticante laureato, che l’Ordine dei medici non ha mai fatto nulla contro questa aberrazione. Secondo le credenze, in quanto la Torah non è mai stata messa per iscritto, ma tramandata solo oralmente sino al 4 secolo d.c, Dio ordinò ad Abramo di circoncidersi a 99 anni. Dopo di lui i suoi bambini, iniziando da Ismaele, 13 anni, per finire con Isacco, 8 giorni di vita. Questa sarà la differenza di età che distinguerà il rito ebraico da quello musulmano, in materia di circoncisione. La pratica era già conosciuta nell’Arabia pre-islam, prima di essere ricondotta negli usi tradizionali islamici, anche se di tutto questo non vi è alcuna menzione di obbligo nel Corano.
L’uso tradizionale di accompagnare la circoncisione con una cerimonia è l’occasione per i genitori di mostrare all’entourage parentale che il loro bambino sta diventando uomo. Sempre più raro è vedere un bambino a cavallo davanti ad un ospedale o ad una clinica privata, pratica che nella caotiche città marocchina sta diventando impensabile a farsi!
FONTE: http://myamazighen.wordpress.com/2008/07/0...one-in-marocco/
martedì 11 novembre 2014
Male circumcision and hiv
S Afr Med J. 2008 Oct;98(10):789-94.
Male circumcision and its relationship to HIV infection in South Africa: results of a national survey.
Author information
- 1Medical Research Council, Durban. cconnolly@mrc.ac.za
Abstract
OBJECTIVE:
METHODS:
RESULTS:
CONCLUSION:
mercoledì 22 ottobre 2014
Circoncisione 500.000 ragazzi morti o ospedalizzati
Half a million boys killed and hospitalised by tribal circumcision
Research published by the Commission for the Promotion and Protection of the Rights of Cultural, Religious and Linguistic Communities (CRL) claims that more than 500,000 boys have ended up in hospital since 2008 after being subjected to traditional circumcision practices.
The South African media has also revealed that circumcision has killed more than 500 boys in the Eastern Cape region of the country in the past eight years, with the toll reaching 528 last month.
Traditional circumcision is seen as a rite of passage into manhood in some tribal communities. Boys face huge social and cultural pressure to take part in these dangerous rituals and males who haven’t been circumcised are not considered to be real men and face being ridiculed and ostracised.
Circumcision schools have become death traps
In the Eastern Cape of South Africa, boys attend initiation schools where they spend several weeks in the mountains during the circumcision season. “The initiation schools are seen by many as death traps for young people,” said the Reverend Dr Wesley Mabuza, Chair of CRL’s Rights Commission. “The South African society is being confronted with issues that force it to re-examine its ways of doing things”.
South Africa isn’t the only country where traditional circumcision practices are increasingly being recognised as a social problem. In Kenya, men from tribes who don’t practice circumcision are chased and rounded up by members of the Bukusu tribe and forcibly circumcised. Elsewhere, in Australia, the safety of ritual circumcision became a topic of public debate when three boys were airlifted to hospital after being injured in an aboriginal initiation ceremony.
African boys killed by circumcision in UK
The social and cultural acceptance of male circumcision as a legitimate practice places boys in African families all over the world at risk. High profile incidents of African boys being subjected to forced circumcision in the UK include Goodluck Caubergs who died aged just 27 days old after being circumcised by a midwife and Angelo Ofori-Mintah who died aged 28 days old after being circumcised by a Rabbi. Last month we also reported the story of a trainee doctor who divorced her African-born husband after he had their son circumcised without her consent or knowledge.
Those campaigning against male circumcision in South Africa, like the group NOCIRC-SA are currently in a minority. Groups like CRL are not opposed to the ritual, but are focussed on reducing the obvious risks.
CRL Chairperson, Thoko Mkhwanazi-Xaluva said: “We cannot have mothers lose their boys up there and be told only when the other boys come back. At this rate [the practice] is going to die of natural causes because….people are scared of taking their kids to initiation schools.”
The South African media has also revealed that circumcision has killed more than 500 boys in the Eastern Cape region of the country in the past eight years, with the toll reaching 528 last month.
Traditional circumcision is seen as a rite of passage into manhood in some tribal communities. Boys face huge social and cultural pressure to take part in these dangerous rituals and males who haven’t been circumcised are not considered to be real men and face being ridiculed and ostracised.
Circumcision schools have become death traps
In the Eastern Cape of South Africa, boys attend initiation schools where they spend several weeks in the mountains during the circumcision season. “The initiation schools are seen by many as death traps for young people,” said the Reverend Dr Wesley Mabuza, Chair of CRL’s Rights Commission. “The South African society is being confronted with issues that force it to re-examine its ways of doing things”.
South Africa isn’t the only country where traditional circumcision practices are increasingly being recognised as a social problem. In Kenya, men from tribes who don’t practice circumcision are chased and rounded up by members of the Bukusu tribe and forcibly circumcised. Elsewhere, in Australia, the safety of ritual circumcision became a topic of public debate when three boys were airlifted to hospital after being injured in an aboriginal initiation ceremony.
African boys killed by circumcision in UK
The social and cultural acceptance of male circumcision as a legitimate practice places boys in African families all over the world at risk. High profile incidents of African boys being subjected to forced circumcision in the UK include Goodluck Caubergs who died aged just 27 days old after being circumcised by a midwife and Angelo Ofori-Mintah who died aged 28 days old after being circumcised by a Rabbi. Last month we also reported the story of a trainee doctor who divorced her African-born husband after he had their son circumcised without her consent or knowledge.
Those campaigning against male circumcision in South Africa, like the group NOCIRC-SA are currently in a minority. Groups like CRL are not opposed to the ritual, but are focussed on reducing the obvious risks.
CRL Chairperson, Thoko Mkhwanazi-Xaluva said: “We cannot have mothers lose their boys up there and be told only when the other boys come back. At this rate [the practice] is going to die of natural causes because….people are scared of taking their kids to initiation schools.”
FONTE: www.inside-man.co.uk/2014/08/20/hal...l-circumcision/
martedì 21 ottobre 2014
Verruche pene circoncisione
Harefuah.
[Verrucous carcinoma of the penis].
Korczak D, Siegel Y, Lindner A.
Abstract
Malignant tumors of the penis are rare, and constitute only 1% of all tumors in males.
The disease is more common in the black population of the USA
Verrucous carcinoma, often called giant condyloma acuminata, constitutes a subgroup of squamous cell carcinoma of the penis.
The first description was by Buschke in 1925, and was followed by that of Loewenstein in 1939. The tumor is usually limited to the penile glans and does not invade lymph nodes. We present a 44-year-old Arab with verrucous carcinoma treated by partial amputation of the penis. He had been circumcised 11 years previously. During 18 months of follow-up there was no recurrence.
J Am Acad Dermatol.
Penile verrucous carcinoma in a 37-year-old circumcised man.
Kanik AB1, Lee J, Wax F, Bhawan J.
Department of Dermatology, Boston University School of Medicine, MA 02118-2145, USA.
Abstract
Squamous cell carcinoma of the penis is almost exclusively a lesion of older men. It represents about 1% of cancers in men in the United States. Verrucous carcinoma is an uncommon variant that accounts for only 5% to 16% of all penile squamous cell carcinomas. We describe penile verrucous carcinoma in a 37-year-old white man who had been circumcised in infancy. To our knowledge this is the first case report of verrucous carcinoma in a circumcised man without any predisposing penile anatomic abnormalities.
[Verrucous carcinoma of the penis].
Korczak D, Siegel Y, Lindner A.
Abstract
Malignant tumors of the penis are rare, and constitute only 1% of all tumors in males.
The disease is more common in the black population of the USA
Verrucous carcinoma, often called giant condyloma acuminata, constitutes a subgroup of squamous cell carcinoma of the penis.
The first description was by Buschke in 1925, and was followed by that of Loewenstein in 1939. The tumor is usually limited to the penile glans and does not invade lymph nodes. We present a 44-year-old Arab with verrucous carcinoma treated by partial amputation of the penis. He had been circumcised 11 years previously. During 18 months of follow-up there was no recurrence.
J Am Acad Dermatol.
Penile verrucous carcinoma in a 37-year-old circumcised man.
Kanik AB1, Lee J, Wax F, Bhawan J.
Department of Dermatology, Boston University School of Medicine, MA 02118-2145, USA.
Abstract
Squamous cell carcinoma of the penis is almost exclusively a lesion of older men. It represents about 1% of cancers in men in the United States. Verrucous carcinoma is an uncommon variant that accounts for only 5% to 16% of all penile squamous cell carcinomas. We describe penile verrucous carcinoma in a 37-year-old white man who had been circumcised in infancy. To our knowledge this is the first case report of verrucous carcinoma in a circumcised man without any predisposing penile anatomic abnormalities.
Etichette:
Studi sulla Circoncisione
Ubicazione:
Boston, Massachusetts, Stati Uniti
martedì 30 settembre 2014
Sesso maschile
Sesso, in aumento le ricostruzioni dell'organo maschile
ROMA - Sesso maschile, sono in aumento in Italia le ricostruzioni chirurgiche dell'organo e dei genitali esterni: sia quelle legate ad un intervento per la presenza di malformazioni che per una malattia.
«Un incremento - spiega Andrea Tasca, direttore dell'unità operativa di Urologia dell'ospedale San Bortolo di Vicenza al congresso della Società italiana di urologia a Firenze- dovuto soprattutto alla maggiore capacità di intercettare i casi.
Parliamo anche di tumore che può essere affrontato con il bisturi e ricostruito. Ma la conoscenza della prevenzione è ancora bassa». Un maschio su tre apprende le proprie conoscenze sulla disfunzione erettile dalla tv, giornali o internet, contro il 12% dei pazienti colpiti da ipertrofia prostatica che più spesso chiedono al medico o al farmacista. In entrambi i casi c'è un 10% di pazienti che non sa che oggi esistono terapie semplici e molto efficaci per la proroa malattia.
E' quanto emerge dall'indagine condotta dal nuovo Osservatorio pianeta uomo promosso dalla Società italiana di urologia su 1000 over 40 per studiare l'impatto della disfunzione erettile e dell'ipertrofia prostatica benigna sulla qualità della vita. La ricerca presentata a Firenze dimostra «come sia indispensabile - avverte Vincenzo Mirone, segretario generale della Siu - che questi argomenti vengano discussi in modo da fugare paure e dubbi, così da restituire la serenità all'uomo. E' importante perciò che lo specialista diventi il tutor del paziente. Infatti, se i pazienti vengono seguiti e sostenuti dal medico, sono soddisfatti dell cure e non le abbandonano».
«Un incremento - spiega Andrea Tasca, direttore dell'unità operativa di Urologia dell'ospedale San Bortolo di Vicenza al congresso della Società italiana di urologia a Firenze- dovuto soprattutto alla maggiore capacità di intercettare i casi.
Parliamo anche di tumore che può essere affrontato con il bisturi e ricostruito. Ma la conoscenza della prevenzione è ancora bassa». Un maschio su tre apprende le proprie conoscenze sulla disfunzione erettile dalla tv, giornali o internet, contro il 12% dei pazienti colpiti da ipertrofia prostatica che più spesso chiedono al medico o al farmacista. In entrambi i casi c'è un 10% di pazienti che non sa che oggi esistono terapie semplici e molto efficaci per la proroa malattia.
E' quanto emerge dall'indagine condotta dal nuovo Osservatorio pianeta uomo promosso dalla Società italiana di urologia su 1000 over 40 per studiare l'impatto della disfunzione erettile e dell'ipertrofia prostatica benigna sulla qualità della vita. La ricerca presentata a Firenze dimostra «come sia indispensabile - avverte Vincenzo Mirone, segretario generale della Siu - che questi argomenti vengano discussi in modo da fugare paure e dubbi, così da restituire la serenità all'uomo. E' importante perciò che lo specialista diventi il tutor del paziente. Infatti, se i pazienti vengono seguiti e sostenuti dal medico, sono soddisfatti dell cure e non le abbandonano».
FONTE: http://www.leggo.it/SOCIETA/SANITA/sesso_o...ie/925471.shtml
lunedì 29 settembre 2014
Africani praticavano Fgm e circoncisioni a bambini
Mutilazioni sui bimbi caccia alla banda
FONTE: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/ar...html?ref=search
OLIO per i motori delle auto usato per circoncidere i neonati o per praticare le infibulazioni sulle bambine. E' inquietante lo scenario che emerge dall' indagine della Direzione distrettuale antimafia su un gruppo di nordafricani che avrebbe organizzato un traffico di uomini e donne sino alle coste italiane. Intercettando i componenti dell' associazione, gli agenti della squadra mobile, coordinati dal sostituto procuratore Giuseppe Scelsi, hanno scoperto come l' abitudine di circoncidere i bambini sia stata praticata con formee strumenti rudimentali e improvvisati. Come l' olio per i motori delle auto appunto.
Le conversazioni sono eloquenti, chiare per gli investigatori.
AL TELEFONO i trafficanti di uomini e donne, destinate alla prostituzione, parlano degli interventi cui devono essere sottoposti i più piccoli: la circoncisione per i maschi, l' infibulazione per le donne. Si mettono d' accordo sul costo delle operazioni che vengono eseguite clandestinamente. Fanno riferimento all' engine oil, l' olio per i motori delle auto, usato durante gli interventi a cui i piccoli pazienti vengono sottoposti. Ora gli agenti della Mobile stanno cercando di capire dove sia la base operativa dell' organizzazione, di accertare cioè se le sale operatorie clandestine siano state allestite a Bari o in altre città italiane. L' indagine che ha permesso di far luce sul fenomeno è nata da alcuni accertamenti su un gruppo di donne nigeriane, costrette a prostituirsi. E ha portato alla scoperta anche di una strage che, nel marzo scorso, si sarebbe verificata nelle acque tra le coste africane e quelle italiane. Al telefono, i trafficanti si sono rimpallati le responsabilità del naufragio di due barconi sui quali viaggiavano circa 600 immigrati.
Ora i nuovi particolari sulle mutilazioni, sull' utilizzo di olio per il motore delle auto, di sostanza e strumenti inadeguati per operazioni su piccoli pazienti. Come quelli usati, nel luglio del 2008, per circoncidere il bimbo nigeriano di due mesi e mezzo, morto dissanguato a Bari. A sottoporlo all' operazione, in una casa fatiscente di viale Japigia, un giovane immigrato di 28 anni, ospite in quel periodo del centro di permanenza di Palese. Per circonciderlo usò una lametta da barbae come anestetizzante olio di cocco e di palma. Il piccolo morì, dissanguato, dopo alcune ore. (g.d.m.)
Le conversazioni sono eloquenti, chiare per gli investigatori.
AL TELEFONO i trafficanti di uomini e donne, destinate alla prostituzione, parlano degli interventi cui devono essere sottoposti i più piccoli: la circoncisione per i maschi, l' infibulazione per le donne. Si mettono d' accordo sul costo delle operazioni che vengono eseguite clandestinamente. Fanno riferimento all' engine oil, l' olio per i motori delle auto, usato durante gli interventi a cui i piccoli pazienti vengono sottoposti. Ora gli agenti della Mobile stanno cercando di capire dove sia la base operativa dell' organizzazione, di accertare cioè se le sale operatorie clandestine siano state allestite a Bari o in altre città italiane. L' indagine che ha permesso di far luce sul fenomeno è nata da alcuni accertamenti su un gruppo di donne nigeriane, costrette a prostituirsi. E ha portato alla scoperta anche di una strage che, nel marzo scorso, si sarebbe verificata nelle acque tra le coste africane e quelle italiane. Al telefono, i trafficanti si sono rimpallati le responsabilità del naufragio di due barconi sui quali viaggiavano circa 600 immigrati.
Ora i nuovi particolari sulle mutilazioni, sull' utilizzo di olio per il motore delle auto, di sostanza e strumenti inadeguati per operazioni su piccoli pazienti. Come quelli usati, nel luglio del 2008, per circoncidere il bimbo nigeriano di due mesi e mezzo, morto dissanguato a Bari. A sottoporlo all' operazione, in una casa fatiscente di viale Japigia, un giovane immigrato di 28 anni, ospite in quel periodo del centro di permanenza di Palese. Per circonciderlo usò una lametta da barbae come anestetizzante olio di cocco e di palma. Il piccolo morì, dissanguato, dopo alcune ore. (g.d.m.)
FONTE: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/ar...html?ref=search
domenica 28 settembre 2014
Infibulazione, escissione, FGM in Italia
Infibulazione, 35mila bambine mutilate in Italia
La società multiculturale non garantisce i diritti delle donne
Trentacinquemila bambine sottoposte a mutilazioni genitali in Italia. E altre 3mila rischiano, nonostante una legge, entrata in vigore nel 2006, punisca severamente quella pratica in uso fra le comunità originarie del dal Corno d'Africa, del Mali o dell'Egitto. Ma l'Italia non ha finora firmato la Convenzione del Consiglio d’Europa per prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica. Il parlamento europeo stima che 500mila donne e bambine residenti in Europa portino su di sé le conseguenze permanenti dell'infibulazione e che altre 180mila siano a rischio ogni anno. Sono cifre impressionanti, ma nulla di fronte ai 140 milioni di donne mutilate nel mondo, al ritmo di 6mila ogni mese.
È uno fra i tanti contributi portati sul nostro territorio nazionale dall'ondata migratoria. Il confronto con "il diverso da noi" ci arricchisce, affermano i sostenitori della società multiculturale. Peccato che, in occasione della Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili, che ricorre ogni 6 febbraio, non si siano fatti sentire in molti. Amnesty International ha lanciato un video che chiede ai leader europei di fermare il fenomeno. Molto spesso infatti, secondo la denuncia dell'organizzazione umanitaria, le bambine vengono portate all’estero durante le vacanze estive e costrette a subire la mutilazione dei genitali, garanzia del loro status sociale e della loro idoneità ad andare in spose. Pur se alcuni stati membri dell’Unione europea si sono dotati di leggi e politiche in materia, c'è ancora ampia disparità tra Stato e Stato. Insomma la società multiculturale non riesce a garantire i diritti delle donne e dei minori.
È uno fra i tanti contributi portati sul nostro territorio nazionale dall'ondata migratoria. Il confronto con "il diverso da noi" ci arricchisce, affermano i sostenitori della società multiculturale. Peccato che, in occasione della Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili, che ricorre ogni 6 febbraio, non si siano fatti sentire in molti. Amnesty International ha lanciato un video che chiede ai leader europei di fermare il fenomeno. Molto spesso infatti, secondo la denuncia dell'organizzazione umanitaria, le bambine vengono portate all’estero durante le vacanze estive e costrette a subire la mutilazione dei genitali, garanzia del loro status sociale e della loro idoneità ad andare in spose. Pur se alcuni stati membri dell’Unione europea si sono dotati di leggi e politiche in materia, c'è ancora ampia disparità tra Stato e Stato. Insomma la società multiculturale non riesce a garantire i diritti delle donne e dei minori.
FONTE: http://www.liberoquotidiano.it/blog/997185...utilate-in.html
Etichette:
Mutilazioni Genitali Femminili
Ubicazione:
Roma, Italia
venerdì 26 settembre 2014
Detenuto rischia di evirarsi tentando la circoncisione
Detenuto rischia di evirarsi tentando la circoncisione
Si tratta dell’uomo che dopo 15 anni ha confessato l’omicidio del riminese Max Iorio. Sta scontando la pena nel carcere di Parma
Rimini - Il 38enne Zoran Ahmetovic - l’uomo che dopo 15 anni ha confessato l’omicidio del riminese Max Iorio e che sta scontando la pena a 16 anni di reclusione nel carcere di Parma - ha rischiato di evirarsi tentando di circoncidersi. Il 38enne, reo confesso, ha ammesso l’omicidio solo nel gennaio 2011, dopo 14 anni dall’assassinio (19 marzo 1997) avvenuto nell’appartamento del dipendente comunale in via Santa Chiara, dopo una notte di sesso e stupefacenti.
La tentata circoncisione che ha fatto rischiare al detenuto un’emorragia sarebbe stata giustificata da 'motivi culturali' ed e’ avvenuta il 14 giugno: in una lettera, datata 20 giugno e ricevuta oggi dal difensore Cinzia Bonfantini, Ahmetovic si dice pentito e di aver imboccato la strada della fede.
La tentata circoncisione che ha fatto rischiare al detenuto un’emorragia sarebbe stata giustificata da 'motivi culturali' ed e’ avvenuta il 14 giugno: in una lettera, datata 20 giugno e ricevuta oggi dal difensore Cinzia Bonfantini, Ahmetovic si dice pentito e di aver imboccato la strada della fede.
Inoltre manda un messaggio alla famiglia della sua vittima e dà indicazioni precise, compreso la chiesa dove recarsi, per perdonarlo.
Tratto da: http://qn.quotidiano.net/
mercoledì 24 settembre 2014
Uomini circoncisi con la forza
Men stripped naked and circumcised by force in Kenya
Twelve men from the Luo, Turkana, Iteso and Luhyia communities in Kenya were ambushed, stripped naked and forced to undergo circumcisions over the weekend.
According to kenyan-post.com, the men were forced to undergo the procedure after their wives complained that they were not as good in bed as circumcised men.
The circumcisions took place in public with no anaesthesia or other methods of pain reduction.
The 12 men were then given some money for treatment and healthy meals to help them heal faster after the procedure.
‘These people have been engaging us in many arguments including competing with us for women yet they are boys and that is why we decided to transform them into men so that they can be worth competing and arguing with us. We are also telling those who have not undergone the cut to do so because it is a good thing you saw how women celebrated it,’ Peter Kariuki, one of the men who carried out the ritual, was quoted saying.
One of the wives of the 12 men reportedly told a local radio station that she was a happier woman now that her husband had been circumcised.
'We are happy with the move to have such men cut because uncircumcised men are dirty and do not perform well in bed and thus we are sure their wives will now enjoy their marriages, Anne Njeri said.
Meanwhile of 50 uncircumcised men from around the villages are said to have taken refuge at a nearby police station out of fear of being ambushed like their counterparts.
The circumcisions took place in public with no anaesthesia or other methods of pain reduction.
The 12 men were then given some money for treatment and healthy meals to help them heal faster after the procedure.
‘These people have been engaging us in many arguments including competing with us for women yet they are boys and that is why we decided to transform them into men so that they can be worth competing and arguing with us. We are also telling those who have not undergone the cut to do so because it is a good thing you saw how women celebrated it,’ Peter Kariuki, one of the men who carried out the ritual, was quoted saying.
One of the wives of the 12 men reportedly told a local radio station that she was a happier woman now that her husband had been circumcised.
'We are happy with the move to have such men cut because uncircumcised men are dirty and do not perform well in bed and thus we are sure their wives will now enjoy their marriages, Anne Njeri said.
Meanwhile of 50 uncircumcised men from around the villages are said to have taken refuge at a nearby police station out of fear of being ambushed like their counterparts.
FONTE: http://www.sowetanlive.co.za/news/africa/2...-force-in-kenya
martedì 23 settembre 2014
Neonato morto per la circoncisione assolto l'algerino
Neonato morto per la circoncisione assolto l'algerino
ASSOLTO per non aver commesso il fatto dai giudici della Corte d'appello di Bari, Eghaghe Eraborebi, il nigeriano di 30 anni, accusato di aver provocato nel luglio 2008, al quartiere Japigia di Bari, la morte di un neonato di due mesi, per emorragia durante un intervento di circoncisione.
L'uomo, accusato dalla mamma del bimbo, poi scomparsa, era stato condannato in primo grado a tre anni di reclusione per omicidio colposo.
L'uomo, accusato dalla mamma del bimbo, poi scomparsa, era stato condannato in primo grado a tre anni di reclusione per omicidio colposo.
martedì 9 settembre 2014
Cheloidi pene bambino e circoncisione
La formazione di cheloide sul pene è dovuta essenzialmente alla circoncisione
Can Urol Assoc J. 2013 Sep-Oct;7(9-10):E618-20. doi: 10.5489/cuaj.408.
Management of pediatric penile keloid.
Yong M1, Afshar K, Macneily A, Arneja JS.

Abstract
Keloids are abnormal scar tissue growths that extend beyond the original area of injury, occasionally occurring post-surgery. Risk factors for keloids include skin trauma, infection, prolonged wound healing and individuals of certain ethnicities. Keloid formation on the penis, however, is a rare occurrence even among circumcised males, and can produce both aesthetic and functional complications. We document the tenth patient in the literature, to our knowledge, to present with a keloid of the penis.
www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24069110
Le conseguenze di questa anomalia possono essere catastrofiche a meno che sia diagnosticato esattamente.
Cheloide [Medicina generale]
Definizione: Cicatrice con abnorme proliferazione di tessuto fibroso sproporzionato rispetto all'insulto iniziale
Int Urol Nephrol. 2006;38(3-4):609-11. Epub 2006 Nov 16.
A complication after circumcision: keloid of the penis.
Erdemir F1, Gokce O, Sanli O, Kadioglu A, Parlaktas BS, Uluocak N, Kilicaslan I.
Abstract
Keloids are benign hyperproliferative growths of dermal collagen that usually result from excessive tissue response to skin trauma. Although benign, they may be seen as a painful and/or pruritic lesions. A 15-year-young boy was admitted to our clinic with an enlarged scar and pain on the penis for about 1 year after a routine circumcision operation. Complete surgical resection of the lesion was done and histopathological examination revealed keloid of the penis.
Tra le complicazioni più frequentemente riportate, vengono citati: lacerazioni; skin bridges ("ponti" che si creano tra la parte non rimossa del prepuzio e la corona del glande); infezioni; meatiti (infiammazioni dell'apertura esterna dell'uretra, da dove fuoriesce normalmente l'urina); necrosi del glande; ritenzione urinaria; stenosi meatica (restringimento dell'apertura esterna dell'uretra); emorragie; perdita di sensibilità del pene. A lungo termine, le complicazioni legate alla circoncisione possono causare affezioni dell'epidermide, incurvamento del pene dovuto ad un'ablazione asimmetrica, cicatrizzazione macroscopica, deformazione e perdita progressiva di sensibilità del glande, erezioni dolorose, sanguinamento della cicatrice durante i rapporti sessuali prolungati, necessità di stimolazione eccessiva e dolorosa per raggiungere l'orgasmo.
Complicanze circoncisione
- Edema e gonfiore, in genere limitato alle prime due settimane dall’intervento
- Infezione della ferita chirurgica, prevenibile con adeguata profilassi antibiotica e accurata medicazione della ferita chirurgica
- Setticemia
-Infezioni del meato
- Cicatrizzazione anomala ed esuberante della ferita (cheloide)
Can Urol Assoc J. 2013 Sep-Oct;7(9-10):E618-20. doi: 10.5489/cuaj.408.
Management of pediatric penile keloid.
Yong M1, Afshar K, Macneily A, Arneja JS.
Abstract
Keloids are abnormal scar tissue growths that extend beyond the original area of injury, occasionally occurring post-surgery. Risk factors for keloids include skin trauma, infection, prolonged wound healing and individuals of certain ethnicities. Keloid formation on the penis, however, is a rare occurrence even among circumcised males, and can produce both aesthetic and functional complications. We document the tenth patient in the literature, to our knowledge, to present with a keloid of the penis.
www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24069110
Le conseguenze di questa anomalia possono essere catastrofiche a meno che sia diagnosticato esattamente.
Cheloide [Medicina generale]
Definizione: Cicatrice con abnorme proliferazione di tessuto fibroso sproporzionato rispetto all'insulto iniziale
Int Urol Nephrol. 2006;38(3-4):609-11. Epub 2006 Nov 16.
A complication after circumcision: keloid of the penis.
Erdemir F1, Gokce O, Sanli O, Kadioglu A, Parlaktas BS, Uluocak N, Kilicaslan I.
Abstract
Keloids are benign hyperproliferative growths of dermal collagen that usually result from excessive tissue response to skin trauma. Although benign, they may be seen as a painful and/or pruritic lesions. A 15-year-young boy was admitted to our clinic with an enlarged scar and pain on the penis for about 1 year after a routine circumcision operation. Complete surgical resection of the lesion was done and histopathological examination revealed keloid of the penis.
Tra le complicazioni più frequentemente riportate, vengono citati: lacerazioni; skin bridges ("ponti" che si creano tra la parte non rimossa del prepuzio e la corona del glande); infezioni; meatiti (infiammazioni dell'apertura esterna dell'uretra, da dove fuoriesce normalmente l'urina); necrosi del glande; ritenzione urinaria; stenosi meatica (restringimento dell'apertura esterna dell'uretra); emorragie; perdita di sensibilità del pene. A lungo termine, le complicazioni legate alla circoncisione possono causare affezioni dell'epidermide, incurvamento del pene dovuto ad un'ablazione asimmetrica, cicatrizzazione macroscopica, deformazione e perdita progressiva di sensibilità del glande, erezioni dolorose, sanguinamento della cicatrice durante i rapporti sessuali prolungati, necessità di stimolazione eccessiva e dolorosa per raggiungere l'orgasmo.
Complicanze circoncisione
- Edema e gonfiore, in genere limitato alle prime due settimane dall’intervento
- Infezione della ferita chirurgica, prevenibile con adeguata profilassi antibiotica e accurata medicazione della ferita chirurgica
- Setticemia
-Infezioni del meato
- Cicatrizzazione anomala ed esuberante della ferita (cheloide)
domenica 7 settembre 2014
Circoncisione rituale maschile
Circoncisione rituale maschile, a rischio gli interventi fatti in clandestinità
Al contrario dell’infibulazione, la circoncisione rituale maschile è una pratica chirurgica che in Italia, purtroppo, non costituisce reato: eppure spesso è eseguita clandestinamente da personale non medico, con il rischio di insorgenza di complicanze.
Questo il tema di un convegno organizzato a Padova dall’Ordine dei medici con l’Associazione medica ebraica Italia. Anche in Italia la circoncisione maschile «rappresenta un fenomeno emergente in seguito alla presenza di minoranze straniere che per motivi religiosi, tradizionali, culturali o profilattici sottopongono neonati, bambini o adolescenti all’operazione» spiega Maurizio Benato, presidente dell’Ordine di Padova e vicepresidente Fnomceo.
Sotto il profilo legale, nelle culture che praticano la circoncisione rituale religiosa (ossia comunità ebraica, aderenti all’Islam e minoranze etniche africane) questo intervento è «un atto tradizionale di devozione che può essere oggettivamente ricondotto alle forme di esercizio del culto garantite dall'articolo 19 della Costituzione» precisa Benato, che aggiunge: «solo quando la circoncisione è motivata da ragioni terapeutiche o profilattiche deve essere realizzata da un medico». La circoncisione dei neonati ebrei può infatti essere eseguita anche da altre persone, competenti e responsabili della corretta effettuazione, oltre che rispettose di igiene e asepsi.
Se la circoncisione rituale è però richiesta per un bambino o un adolescente (caso frequente tra gli aderenti all'Islam) o per un adulto «l’operazione va assimilata a un vero e proprio piccolo intervento chirurgico e quindi deve essere effettuata da un medico».
Infatti le circoncisioni eseguite clandestinamente, non da medici esperti, senza idonei strumenti e garanzie di igiene, asepsi e assistenza, sono pericolose. Non essendo l’intervento a carico del Ssn, afferma Benato, accade che cittadini ebrei o statunitensi trovano presidi e strumenti finanziari adeguati per eseguire senza difficoltà l’intervento, mentre molte famiglie immigrate disagiate ricorrono a pratiche tradizionali in casa, esponendo il bambino a gravi rischi. Per arginare il problema, sono stati avviati progetti pilota in Piemonte, Liguria e Friuli Venezia Giulia, volti a garantire interventi eseguiti da personale qualificato.
Questo il tema di un convegno organizzato a Padova dall’Ordine dei medici con l’Associazione medica ebraica Italia. Anche in Italia la circoncisione maschile «rappresenta un fenomeno emergente in seguito alla presenza di minoranze straniere che per motivi religiosi, tradizionali, culturali o profilattici sottopongono neonati, bambini o adolescenti all’operazione» spiega Maurizio Benato, presidente dell’Ordine di Padova e vicepresidente Fnomceo.
Sotto il profilo legale, nelle culture che praticano la circoncisione rituale religiosa (ossia comunità ebraica, aderenti all’Islam e minoranze etniche africane) questo intervento è «un atto tradizionale di devozione che può essere oggettivamente ricondotto alle forme di esercizio del culto garantite dall'articolo 19 della Costituzione» precisa Benato, che aggiunge: «solo quando la circoncisione è motivata da ragioni terapeutiche o profilattiche deve essere realizzata da un medico». La circoncisione dei neonati ebrei può infatti essere eseguita anche da altre persone, competenti e responsabili della corretta effettuazione, oltre che rispettose di igiene e asepsi.
Se la circoncisione rituale è però richiesta per un bambino o un adolescente (caso frequente tra gli aderenti all'Islam) o per un adulto «l’operazione va assimilata a un vero e proprio piccolo intervento chirurgico e quindi deve essere effettuata da un medico».
Infatti le circoncisioni eseguite clandestinamente, non da medici esperti, senza idonei strumenti e garanzie di igiene, asepsi e assistenza, sono pericolose. Non essendo l’intervento a carico del Ssn, afferma Benato, accade che cittadini ebrei o statunitensi trovano presidi e strumenti finanziari adeguati per eseguire senza difficoltà l’intervento, mentre molte famiglie immigrate disagiate ricorrono a pratiche tradizionali in casa, esponendo il bambino a gravi rischi. Per arginare il problema, sono stati avviati progetti pilota in Piemonte, Liguria e Friuli Venezia Giulia, volti a garantire interventi eseguiti da personale qualificato.
mercoledì 3 settembre 2014
Ambulatorio per la circoncisione rituale
Coccia (Lista Tidei): “Bene l’apertura dell’ambulatorio per la circoncisione rituale”
Il candidato della Lista Tidei, Marco Coccia, saluta la presentazione del servizio identificando in esso un’azione propulsiva a favore dei diritti
“Apprendo con estrema soddisfazione l’apertura di un ambulatorio per la circoncisione rituale maschile”, dichiara Marco Coccia, esponente della Lista Tidei, che prosegue: “l’azione della Asl RMF, pur svolgendosi nell’area sanitaria, va al di là del puro e semplice carattere medico, venendo incontro alle esigenze delle persone di religione islamica ed ebraica che hanno il pieno diritto di poter vivere in accordo con le loro convinzioni religiose.
“Oltretutto - prosegue Coccia – l’ambulatorio farà si che la pratica della circoncisione avvenga legalmente in un ambiente idoneo, facendola uscire dalla clandestinità, evitando il ricorso a pratiche improvvisate, potenzialmente pericolose. Mi preme però evidenziare, di questa lodevole iniziativa, il carattere propulsivo per quel che concerne la sfera dei diritti individuali e collettivi, di cui la libera professione religiosa è parte integrante.”
Conclude Coccia: “Il mio impegno è per fare di Civitavecchia una città dei diritti. Spero di poter sostenere, come amministratore, molte azioni come quella della ASL RM F, che danno lustro al nostro territorio”.
“Oltretutto - prosegue Coccia – l’ambulatorio farà si che la pratica della circoncisione avvenga legalmente in un ambiente idoneo, facendola uscire dalla clandestinità, evitando il ricorso a pratiche improvvisate, potenzialmente pericolose. Mi preme però evidenziare, di questa lodevole iniziativa, il carattere propulsivo per quel che concerne la sfera dei diritti individuali e collettivi, di cui la libera professione religiosa è parte integrante.”
Conclude Coccia: “Il mio impegno è per fare di Civitavecchia una città dei diritti. Spero di poter sostenere, come amministratore, molte azioni come quella della ASL RM F, che danno lustro al nostro territorio”.
FONTE: http://www.terzobinario.it/coccia-lista-ti...e-rituale/34452
venerdì 29 agosto 2014
Asl Roma apre un ambulatorio per Circoncisione rituale
Circoncisione, l’Asl Roma F apre un ambulatorio per l’operazione rituale
La struttura è la prima del suo genere nel Lazio ed è stata attivata per evitare il ricorso a presìdi clandestini pericolosi per la salute
Negli scorsi giorni a Civitavecchia è stato inaugurato il primo ambulatorio pubblico del Lazio dedicato all’effettuazione della circoncisione rituale. La struttura si rivolge, almeno per il momento, alla popolazione maggiorenne di religione ebraica o mussulmana. Le prestazioni vengono erogate in regime di intramoenia prenotando la visita attraverso il tradizionale Cup regionale.
“Questo un altro importante tassello dell’apertura culturale – ha dichiarato Giuseppe Quintavalle, direttore generale dell’Asl Roma F che il nostro personale ha intrapreso da oltre un decennio, con l’avvio operativo dei primi ambulatori distrettuali multiculturali in collaborazione con l’Amsi (Associazione Medici Stranieri in Italia). Questa ultima iniziativa, caldeggiata dai cittadini espressione di varie componenti etniche presenti sul nostro territorio, sancisce il diritto ad effettuare anche questo genere di prestazioni presso una struttura sanitaria pubblica, in piena sicurezza ed evitando tutte le possibili complicanze da interventi chirurgici effettuati in clandestinità senza misure igieniche e sanitarie adeguate”.
Un traguardo, quindi, che è stato possibile raggiungere grazie alla collaborazione prestata da tutte le persone, associazioni o strutture coinvolte nel problema. “Si tratta – ha spiegato Foad Aodi presidente dell’Amsi (Associazione medici stranieri in Italia), di Co-mai (comunità del mondo arabo in Italia) e fondatore di Uniti per unire – del primo presidio a offrire un servizio di questo tipo. Siamo arrivati a questo traguardo dopo cinque anni di richieste e tentativi di accordo ma siamo particolarmente soddisfatti perché da ora in poi sarà possibile evitare che le persone si rivolgano ad ambulatori clandestini che, oltre a chiedere cifre esorbitanti per effettuare la circoncisione anche più di 1000 euro, praticano l’operazione in condizioni igieniche non controllate né controllabili dalle autorità sanitarie ufficiali".
La necessità di una struttura pubblica di questo tipo è giustificata, infatti, anche da motivi di precauzione. "Calcoliamo - aggiunto Aodi - che almeno il 30 per cento delle circoncisioni che viene effettuato ogni anno avvenga senza nessuna garanzia di sicurezza. Siamo contenti anche del clima di collaborazione tra culture diverse che ha caratterizzato la fase preperatoria all'apertura dell'ambulatorio e che ha visto la collaborazione di arabi ed ebrei all'insegna della concordia. Nel prossimo futuro speriamo di poter avviare un’attività simile anche presso l’ospedale San Camillo-Forlanini di Roma ma che venga dedicato alla circoncisione dei bambini”.
La procedura prevede queste tappe:
Primo contatto:◾ Presso gli sportelli CUP dell’Ospedale “San Paolo” di Civitavecchia in Largo Donatori del Sangue, 1 – Tel. 0766.591546, per un appuntamento per visita “Circoncisione Rituale Maschile”.
Giorno della visita chirurgica:
◾ Regolarizzazione amministrativa della prestazione di che trattasi presso la Cassa CUP con pagamento della tariffa omnicomprensiva (visita chirurgica ed atto operatorio), concordata con le Comunità, a totale carico del cittadino pari ad € 213,00;
◾ Richiesta, se necessario, di eventuali esami diagnostici direttamente dal chirurgo che effettua la visita;
◾Consegna del consenso informato, tradotto, che sarà riconsegnato firmato per accettazione il giorno dell’intervento
◾ Appuntamento per l’atto operatorio (di pomeriggio o di sabato mattina).
Giorno dell’atto operatorio:
◾ Esibizione della ricevuta di pagamento effettuato prima della visita chirurgica;
◾ L’intervento sarà eseguito presso la sala operatoria sita al 5 piano dell’Ospedale S. Paolo da parte di una equipe formata da: Chirurgo Dott. Luca Belardinelli o Dott. Sergio Paladini De Mendoza, medico Anestesista disponibile per eventuali emergenze e l’infermiere professionale Stefano Fanali;
◾ Controllo postoperatorio per 2 ore circa e dimissione a domicilio.
“Questo un altro importante tassello dell’apertura culturale – ha dichiarato Giuseppe Quintavalle, direttore generale dell’Asl Roma F che il nostro personale ha intrapreso da oltre un decennio, con l’avvio operativo dei primi ambulatori distrettuali multiculturali in collaborazione con l’Amsi (Associazione Medici Stranieri in Italia). Questa ultima iniziativa, caldeggiata dai cittadini espressione di varie componenti etniche presenti sul nostro territorio, sancisce il diritto ad effettuare anche questo genere di prestazioni presso una struttura sanitaria pubblica, in piena sicurezza ed evitando tutte le possibili complicanze da interventi chirurgici effettuati in clandestinità senza misure igieniche e sanitarie adeguate”.
Un traguardo, quindi, che è stato possibile raggiungere grazie alla collaborazione prestata da tutte le persone, associazioni o strutture coinvolte nel problema. “Si tratta – ha spiegato Foad Aodi presidente dell’Amsi (Associazione medici stranieri in Italia), di Co-mai (comunità del mondo arabo in Italia) e fondatore di Uniti per unire – del primo presidio a offrire un servizio di questo tipo. Siamo arrivati a questo traguardo dopo cinque anni di richieste e tentativi di accordo ma siamo particolarmente soddisfatti perché da ora in poi sarà possibile evitare che le persone si rivolgano ad ambulatori clandestini che, oltre a chiedere cifre esorbitanti per effettuare la circoncisione anche più di 1000 euro, praticano l’operazione in condizioni igieniche non controllate né controllabili dalle autorità sanitarie ufficiali".
La necessità di una struttura pubblica di questo tipo è giustificata, infatti, anche da motivi di precauzione. "Calcoliamo - aggiunto Aodi - che almeno il 30 per cento delle circoncisioni che viene effettuato ogni anno avvenga senza nessuna garanzia di sicurezza. Siamo contenti anche del clima di collaborazione tra culture diverse che ha caratterizzato la fase preperatoria all'apertura dell'ambulatorio e che ha visto la collaborazione di arabi ed ebrei all'insegna della concordia. Nel prossimo futuro speriamo di poter avviare un’attività simile anche presso l’ospedale San Camillo-Forlanini di Roma ma che venga dedicato alla circoncisione dei bambini”.
La procedura prevede queste tappe:
Primo contatto:◾ Presso gli sportelli CUP dell’Ospedale “San Paolo” di Civitavecchia in Largo Donatori del Sangue, 1 – Tel. 0766.591546, per un appuntamento per visita “Circoncisione Rituale Maschile”.
Giorno della visita chirurgica:
◾ Regolarizzazione amministrativa della prestazione di che trattasi presso la Cassa CUP con pagamento della tariffa omnicomprensiva (visita chirurgica ed atto operatorio), concordata con le Comunità, a totale carico del cittadino pari ad € 213,00;
◾ Richiesta, se necessario, di eventuali esami diagnostici direttamente dal chirurgo che effettua la visita;
◾Consegna del consenso informato, tradotto, che sarà riconsegnato firmato per accettazione il giorno dell’intervento
◾ Appuntamento per l’atto operatorio (di pomeriggio o di sabato mattina).
Giorno dell’atto operatorio:
◾ Esibizione della ricevuta di pagamento effettuato prima della visita chirurgica;
◾ L’intervento sarà eseguito presso la sala operatoria sita al 5 piano dell’Ospedale S. Paolo da parte di una equipe formata da: Chirurgo Dott. Luca Belardinelli o Dott. Sergio Paladini De Mendoza, medico Anestesista disponibile per eventuali emergenze e l’infermiere professionale Stefano Fanali;
◾ Controllo postoperatorio per 2 ore circa e dimissione a domicilio.
FONTE: http://www.bussolasanita.it/schede.cfm?id=...razione_rituale
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Shock,
Strage degli Innocenti
Ubicazione:
Roma, Italia
venerdì 22 agosto 2014
Infibulazione a figlie, arrestata coppia
Infibulazione a figlie, arrestata coppia
(ANSA) - PERUGIA, AGO 2014- Sono stati arrestati per lesioni personali aggravate dai carabinieri, due coniugi nigeriani residenti in un piccolo comune della provincia di Perugia che, stando all'indagine dei militari scaturita da un segnalazione della locale Asl, avrebbero fatto sottoporre le loro due figlie minorenni alla pratica dell'infibulazione. L'intervento potrebbe essere stato eseguito fuori Italia, ma il reato ha riguardato persone (le figlie della coppia) nate e residenti nel territorio italiano.
Hanno fatto sottoporre le figlie, di quattro e dieci anni, all'infibulazione, una mutilazione dei genitali, e per questo marito e moglie di origine nigeriana ma residenti in un piccolo centro della provincia di Perugia sono stati messi agli arresti domiciliari dai carabinieri. Concorso in lesioni personali aggravate il reato ipotizzato a loro carico. L'indagine coordinata dal sostituto procuratore perugino Massimo Casucci sta ancora cercando di delineare i contorni della vicenda. I due coniugi avrebbero comunque ammesso con gli investigatori di avere sottoposto le figlie alla pratica nel corso di un viaggio in Nigeria. Sono stati però arrestati in quanto le bambine sono nate e residenti in Italia.
La legge numero sette del 9 gennaio del 2006 - hanno ricordato gli stessi investigatori - ha infatti introdotto un articolo specifico per le pratiche di mutilazioni degli organi genitali femminili. Prevedendo la reclusione da quattro a 12 anni per chiunque in assenza di esigenze terapeutiche la cagiona. Gli accertamenti dei carabinieri del comando provinciale di Perugia - guidato dal colonnello Angelo Cuneo - sono stati avviati dopo una normale visita delle figlie della coppia presso un medico di una Asl fuori dall'Umbria. E' stato lui ad accorgersi delle mutilazioni e a rivolgersi ai servizi sociali che a loro volta hanno allertato i militari.
Secondo gli investigatori, i coniugi sono "sicuramente soggetti a condizionamento geografico-culturale". I due risiedono comunque regolarmente in provincia di Perugia dove lavorano. Entrambi sono risultati incensurati. Una famiglia "ben inserita" nel territorio sociale e integrata con esso. Tra i particolari ancora da chiarire quando sia stata praticata l'infibulazione. Per questo le indagini continuano "con il massimo impegno" per arrivare a chi ha materialmente eseguito la pratica. Anche se, come detto, questo è avvenuto all'estero. "L'infibulazione è di fatto la peggior forma di mutilazione del corpo femminile" ha spiegato Saverio Arena, ginecologo dell' ospedale di Perugia. La donna viene generalmente sottoposta alla pratica "da piccola e poi così presentata al futuro marito". "Il danno è una forte menomazione della donna - ha spiegato ancora il dottor Arena - e ad essa si associa una grande compromissione della sensazione di piacere".
Hanno fatto sottoporre le figlie, di quattro e dieci anni, all'infibulazione, una mutilazione dei genitali, e per questo marito e moglie di origine nigeriana ma residenti in un piccolo centro della provincia di Perugia sono stati messi agli arresti domiciliari dai carabinieri. Concorso in lesioni personali aggravate il reato ipotizzato a loro carico. L'indagine coordinata dal sostituto procuratore perugino Massimo Casucci sta ancora cercando di delineare i contorni della vicenda. I due coniugi avrebbero comunque ammesso con gli investigatori di avere sottoposto le figlie alla pratica nel corso di un viaggio in Nigeria. Sono stati però arrestati in quanto le bambine sono nate e residenti in Italia.
La legge numero sette del 9 gennaio del 2006 - hanno ricordato gli stessi investigatori - ha infatti introdotto un articolo specifico per le pratiche di mutilazioni degli organi genitali femminili. Prevedendo la reclusione da quattro a 12 anni per chiunque in assenza di esigenze terapeutiche la cagiona. Gli accertamenti dei carabinieri del comando provinciale di Perugia - guidato dal colonnello Angelo Cuneo - sono stati avviati dopo una normale visita delle figlie della coppia presso un medico di una Asl fuori dall'Umbria. E' stato lui ad accorgersi delle mutilazioni e a rivolgersi ai servizi sociali che a loro volta hanno allertato i militari.
Secondo gli investigatori, i coniugi sono "sicuramente soggetti a condizionamento geografico-culturale". I due risiedono comunque regolarmente in provincia di Perugia dove lavorano. Entrambi sono risultati incensurati. Una famiglia "ben inserita" nel territorio sociale e integrata con esso. Tra i particolari ancora da chiarire quando sia stata praticata l'infibulazione. Per questo le indagini continuano "con il massimo impegno" per arrivare a chi ha materialmente eseguito la pratica. Anche se, come detto, questo è avvenuto all'estero. "L'infibulazione è di fatto la peggior forma di mutilazione del corpo femminile" ha spiegato Saverio Arena, ginecologo dell' ospedale di Perugia. La donna viene generalmente sottoposta alla pratica "da piccola e poi così presentata al futuro marito". "Il danno è una forte menomazione della donna - ha spiegato ancora il dottor Arena - e ad essa si associa una grande compromissione della sensazione di piacere".
FONTE: http://edintorni.net/related/service/redir...e_condanne.html
Etichette:
Mutilazioni Genitali Femminili
Ubicazione:
Perugia, Italia
mercoledì 20 agosto 2014
Mutilazioni genitali femminili e Islam
Mutilazioni genitali femminili secondo le indicazioni del califfo Abu Bakr al-Baghdadi
La jihad del sesso e le mutilazioni genitali femminili come propaganda per attirare nuovi miliziani combattenti.
Nonostante l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite abbia adottato una risoluzione volta a porre fine alle mutilazioni genitali femminili, il califfo Abu Bakr al-Baghdadi ha deciso di adoperare la circoncisione femminile, che consiste nella rimozione parziale o totale dei genitali esterni nel territorio che pretende di controllare.
Questo è solo l'ultimo atto del discusso e fuori dal tempo califfo, che ha deciso di riportare al medioevo il suo territorio. La motivazione principale riguardo l'ultima sua idea, è che questo servirà a salvare dal peccato le ragazze. Secondo fonti arabe, nei giorni scorsi la sorte sarebbe toccata a 28 ragazzine, e l'intento è di estendere la terribile mutilazione su tutte le ragazze e le bambine che abbiano la sfortuna di abitare in quelle terre.
Questo in un periodo storico dove, grazie alle campagne dell'Onu e dell'Unicef, si sta lentamente riducendo il numero delle donne che hanno subito la barbara operazione, ma sono ancora un numero assurdo. Sembra siano addirittura 125 milioni in 29 Paesi africani e mediorientali ad averlo subito. Però quello che preoccupa in questo momento sembra essere la controtendenza, dopo tanto lavoro delle organizzazioni internazionali, di queste pratiche abbinate ad un Paese uscito da poco da una guerra e dove si sta risvegliando il potere religioso fondamentalista grazie all'autoproclamatosi califfo dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante.
Eppure questa sua crociata contro le donne non sembra essere legata così tanto al sesso, in quanto secondo le sue indicazioni, molte ragazze vengono convinte a diventare spose dei partecipanti alla jihad islamica, con brevi contratti matrimoniali, onde allietare, specie se arrivate vergini, fino a varie decine di miliziani. Le ragazze vengono importate da vari Paesi arabi, primo fra tutti la Tunisia, e dopo rapporti con anche un centinaio di uomini, tornano in patria malate o con i frutti di questi contratti di matrimonio facenti parte della Jihad del sesso. Non ci rimane che sperare che la comunità internazionale faccia qualcosa per portare un po' di pace in quell'angolo del pianeta, dove ormai da troppo tempo si susseguono personaggi che arrivano al potere silenziosamente, provocando poi danni a livello sociale ingentissimi.
Questo è solo l'ultimo atto del discusso e fuori dal tempo califfo, che ha deciso di riportare al medioevo il suo territorio. La motivazione principale riguardo l'ultima sua idea, è che questo servirà a salvare dal peccato le ragazze. Secondo fonti arabe, nei giorni scorsi la sorte sarebbe toccata a 28 ragazzine, e l'intento è di estendere la terribile mutilazione su tutte le ragazze e le bambine che abbiano la sfortuna di abitare in quelle terre.
Questo in un periodo storico dove, grazie alle campagne dell'Onu e dell'Unicef, si sta lentamente riducendo il numero delle donne che hanno subito la barbara operazione, ma sono ancora un numero assurdo. Sembra siano addirittura 125 milioni in 29 Paesi africani e mediorientali ad averlo subito. Però quello che preoccupa in questo momento sembra essere la controtendenza, dopo tanto lavoro delle organizzazioni internazionali, di queste pratiche abbinate ad un Paese uscito da poco da una guerra e dove si sta risvegliando il potere religioso fondamentalista grazie all'autoproclamatosi califfo dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante.
Eppure questa sua crociata contro le donne non sembra essere legata così tanto al sesso, in quanto secondo le sue indicazioni, molte ragazze vengono convinte a diventare spose dei partecipanti alla jihad islamica, con brevi contratti matrimoniali, onde allietare, specie se arrivate vergini, fino a varie decine di miliziani. Le ragazze vengono importate da vari Paesi arabi, primo fra tutti la Tunisia, e dopo rapporti con anche un centinaio di uomini, tornano in patria malate o con i frutti di questi contratti di matrimonio facenti parte della Jihad del sesso. Non ci rimane che sperare che la comunità internazionale faccia qualcosa per portare un po' di pace in quell'angolo del pianeta, dove ormai da troppo tempo si susseguono personaggi che arrivano al potere silenziosamente, provocando poi danni a livello sociale ingentissimi.
http://it.blastingnews.com/cronaca/2014/07...i-00113537.html
martedì 19 agosto 2014
Circoncisione, bambini, stenosi del meato
J Pediatr Urol. 2011 Oct; 7 (5): 526-8. doi: 10.1016 / j.jpurol.2010.08.005. Epub 2010 Sep 18 anni.
Incidenza di stenosi del meato nei bambini dopo la circoncisione neonatale.
Joudi M 1 , Fathi M , Hiradfar M .
OBIETTIVO:
Determinare l'incidenza di stenosi del meato dopo la circoncisione neonatale.
PATIENTS AND METHODS:
Male children (5-10 years old) who had been circumcised during the neonatal period and presented at our pediatric clinic for reasons other than urinary complaints were examined and interviewed regarding urination problems.
RISULTATI:Dei 132 casi, 27 (20,4%) hanno avuto una grave stenosi del meato (diametro <5 F). Ispessimento della vescica e idronefrosi bilaterale (pyelocaliceal) sono stati trovati in tre casi (11,1%), and a voiding cystourethrogram was performed to reveal vesicoureteral reflux (VUR). Un paziente ha avuto II grado RVU nel suo rene destro e un altro di grado III nel suo rene sinistro; un altro paziente aveva II grado RVU in entrambi i reni.
CONCLUSIONI:
E’ importante seguire, controllare ed esaminare i genitali di ogni bambino sottoposto a circoncisione durante il periodo neonatale, per valutare se presenta o meno un’infezione del meato (o una stenosi).
Journal of Pediatric Urology Company.
Clin Pediatr (Phila). 2006 Jan-Feb;45(1):49-54.
Incidence of meatal stenosis following neonatal circumcision in a primary care setting.
Van Howe RS.
Department of Pediatrics, Michigan State University College of Human Medicine, Marquette, Michigan, USA.
Abstract
The objective of this study was to prospectively document the incidence of meatal stenosis in boys. The study included a consecutive sample of boys whose visit with the physician included a genital examination in a private primary care pediatric practice in rural northern Wisconsin. Meatal stenosis was diagnosed in boys from 1.94 to 12.34 years of age. The diagnosis was made in 24 of 329 circumcised boys who were Tanner I development and older than 3 years of age (7.29%, 95%CI=4.48-10.10%). Nearly all required meatotomy to resolve their symptoms. All of the boys with meatal stenosis were circumcised neonatally (exact OR=3.54, 95%CI=0.62-infinity). The ratio of circumcised boys to noncircumcised boys in this study provided 80% power to demonstrate a 21.4% difference in the incidence of meatal stenosis between circumcised and noncircumcised Tanner I boys 3 years and older. Meatal stenosis may be the most common complication following neonatal circumcision. Stenosi del meato è la complicazione più comune dopo la circoncisione neonatale. The frequency of this complication and the need for surgical correction need to be disclosed as part of the informed consent for neonatal circumcision. A careful meatal examination is indicted in any circumcised boy with abdominal or urinary complaints.
NZ Med J. 111 (1060): 57-8.
Circoncisione e stenosi del meato: 12 anni di esperienza
Upadhyay V 1 , Hammodat HM , Pease PW .
OBIETTIVI: Studiare e valutare l’incidenza di stenosi del meato nei bambini e neonati sottoposti a circoncisione.
METHODS:
A total of 50 patients were studied. These patients had meatotomy performed to treat meatal stenosis. All the patients had circumcision during the neonatal period or in the nappy age. Meatal stenosis was defined as change in the appearance of the delicate lips of the urinary meatus, with loss of elliptical shape to a circular shape because of fibrosis or scarring, with visually apparent narrowing. Patients with this appearance and no symptoms, but who had presented with a hernia, undescended testes or some other unassociated condition and had meatotomy were for the purpose of this study classed as the incidental group. Patients who were symptomatic and had the meatal stenosis as defined above were classed as the symptomatic group.
RESULTS:
Sixteen patients (total n = 50) had the diagnosis of meatal stenosis made incidentally. Thirty four patients, (68% of the total treated by meatotomy) presented to the clinic, being symptomatic due to meatal stenosis. The median age at presentation of the symptomatic group was 48 months (range 3 months-13 years) following circumcision. In all the symptomatic patients meatotomy alleviated the symptoms. All the operated patients were seen between one to three months following the operation and discharged.
CONCLUSIONE:
Stenosi del meato è riconosciuta come la complicazione più comune della circoncisione neonatale.
Incidenza di stenosi del meato nei bambini dopo la circoncisione neonatale.
Joudi M 1 , Fathi M , Hiradfar M .
OBIETTIVO:
Determinare l'incidenza di stenosi del meato dopo la circoncisione neonatale.
PATIENTS AND METHODS:
Male children (5-10 years old) who had been circumcised during the neonatal period and presented at our pediatric clinic for reasons other than urinary complaints were examined and interviewed regarding urination problems.
RISULTATI:Dei 132 casi, 27 (20,4%) hanno avuto una grave stenosi del meato (diametro <5 F). Ispessimento della vescica e idronefrosi bilaterale (pyelocaliceal) sono stati trovati in tre casi (11,1%), and a voiding cystourethrogram was performed to reveal vesicoureteral reflux (VUR). Un paziente ha avuto II grado RVU nel suo rene destro e un altro di grado III nel suo rene sinistro; un altro paziente aveva II grado RVU in entrambi i reni.
CONCLUSIONI:
E’ importante seguire, controllare ed esaminare i genitali di ogni bambino sottoposto a circoncisione durante il periodo neonatale, per valutare se presenta o meno un’infezione del meato (o una stenosi).
Journal of Pediatric Urology Company.
Clin Pediatr (Phila). 2006 Jan-Feb;45(1):49-54.
Incidence of meatal stenosis following neonatal circumcision in a primary care setting.
Van Howe RS.
Department of Pediatrics, Michigan State University College of Human Medicine, Marquette, Michigan, USA.
Abstract
The objective of this study was to prospectively document the incidence of meatal stenosis in boys. The study included a consecutive sample of boys whose visit with the physician included a genital examination in a private primary care pediatric practice in rural northern Wisconsin. Meatal stenosis was diagnosed in boys from 1.94 to 12.34 years of age. The diagnosis was made in 24 of 329 circumcised boys who were Tanner I development and older than 3 years of age (7.29%, 95%CI=4.48-10.10%). Nearly all required meatotomy to resolve their symptoms. All of the boys with meatal stenosis were circumcised neonatally (exact OR=3.54, 95%CI=0.62-infinity). The ratio of circumcised boys to noncircumcised boys in this study provided 80% power to demonstrate a 21.4% difference in the incidence of meatal stenosis between circumcised and noncircumcised Tanner I boys 3 years and older. Meatal stenosis may be the most common complication following neonatal circumcision. Stenosi del meato è la complicazione più comune dopo la circoncisione neonatale. The frequency of this complication and the need for surgical correction need to be disclosed as part of the informed consent for neonatal circumcision. A careful meatal examination is indicted in any circumcised boy with abdominal or urinary complaints.
NZ Med J. 111 (1060): 57-8.
Circoncisione e stenosi del meato: 12 anni di esperienza
Upadhyay V 1 , Hammodat HM , Pease PW .
OBIETTIVI: Studiare e valutare l’incidenza di stenosi del meato nei bambini e neonati sottoposti a circoncisione.
METHODS:
A total of 50 patients were studied. These patients had meatotomy performed to treat meatal stenosis. All the patients had circumcision during the neonatal period or in the nappy age. Meatal stenosis was defined as change in the appearance of the delicate lips of the urinary meatus, with loss of elliptical shape to a circular shape because of fibrosis or scarring, with visually apparent narrowing. Patients with this appearance and no symptoms, but who had presented with a hernia, undescended testes or some other unassociated condition and had meatotomy were for the purpose of this study classed as the incidental group. Patients who were symptomatic and had the meatal stenosis as defined above were classed as the symptomatic group.
RESULTS:
Sixteen patients (total n = 50) had the diagnosis of meatal stenosis made incidentally. Thirty four patients, (68% of the total treated by meatotomy) presented to the clinic, being symptomatic due to meatal stenosis. The median age at presentation of the symptomatic group was 48 months (range 3 months-13 years) following circumcision. In all the symptomatic patients meatotomy alleviated the symptoms. All the operated patients were seen between one to three months following the operation and discharged.
CONCLUSIONE:
Stenosi del meato è riconosciuta come la complicazione più comune della circoncisione neonatale.
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