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domenica 5 maggio 2013

Hpv: con vaccino scendono i casi di lesioni genitali





Hpv: con vaccino scendono i casi di lesioni genitali

Il vaccino contro il papillomavirus umano (Hpv) funziona. «Ne è una prova il declino dei casi di verruche genitali tra le giovani donne immunizzate in Australia a partire dal 2007». Lo afferma Basil Donovan, capo del programma di salute sessuale al Kirby Institute, University of New South Wales di Sydney, Australia, e coordinatore di uno studio pubblicato su British medical journal. «Inoltre, questa osservazione è supportata dalla riduzione delle verruche genitali anche nei giovani uomini eterosessuali, dovuta probabilmente all'instaurarsi di un'immunità di gruppo. In altre parole, vaccinare gran parte delle donne suscettibili protegge anche gli uomini della stessa età non immunizzati» riprende il ricercatore. Nel 2007 l'Australia è stata tra i primi paesi al mondo ad adottare un programma di vaccinazione quadrivalente contro l'Hpv finanziato dal governo e rivolto alle giovani donne. «Il programma, ancora in corso, offre la vaccinazione gratuita alle studentesse di età compresa tra i 12 e i 13 anni, mentre dal 2007 al 2009 erano attivi altri due programmi: uno per le alunne fra i 13 e i 18 anni, e l'altro per le donne dai 18 ai 26 anni» spiega Donovan, sottolineando che il vaccino quadrivalente protegge sia dagli Hpv tipo 16 e 18, che causano il cancro, sia dai tipi 6 e 11, responsabili dei condilomi. Morale: due anni dopo l'introduzione del vaccino, i condilomi genitali sono crollati del 59% nelle ragazze fra 12 e 26 anni immunizzate nel 2007, e del 39% negli uomini eterosessuali della stessa età. I dati di questo studio, invece, descrivono l'effetto del programma di vaccinazione anti-Hpv a 5 anni dal suo inizio. «In questo periodo il calo di verruche genitali nelle donne sotto i 21 anni e in quelle tra i 21 e i 30 anni è stato rispettivamente del 92 e del 72%. Analogamente una flessione rilevante si è registrata tra i maschi eterosessuali sotto i 21 anni (81,8%) e tra i 21 e i 30 anni (51,1%)» osserva Donovan. Viceversa, nessun calo si è verificato nella fascia di età non vaccinata: donne e uomini sopra i 30 anni. «Questi sono tempi entusiasmanti per la lotta contro l'Hpv, e il mondo può guardare con fiducia all'eliminazione di verruche genitali, papilloma laringeo ricorrente, molti tumori genitali e di circa il 60% dei tumori della testa e del collo» spiega in un editoriale di commento Simon Barton, ricercatore del Chelsea and Westminster foundation trust di Lontra, Regno Unito. «Inoltre, l'interruzione della trasmissione di un'importante infezione sessuale con un'iniziativa di sanità pubblica offre in prospettiva un notevole risparmio. Visti i risultati, l'Australia ne è un esempio».

lunedì 8 aprile 2013

Hpv

Hpv, vaccinare anche i maschi


papillomavirus umano (Hpv) vaccinazione maschi adolescentiTre società scientifiche italiane, quella di Urologia, di Andrologia e di Medicina della sessualità chiedono che la vaccinazione contro il papillomavirus umano (Hpv) sia estesa anche ai maschi, a partire dalla fascia d'età dei dodicenni. È successo a Roma nel corso della presentazione di una pubblicazione su questo tema che raccoglie il parere di esperti da vari campi della medicina. L'Hpv è, infatti, causa di numerose patologie anche nel maschio, come il cancro al pene, all'ano e al tratto orofaringeo, oltre che di varie infezioni come i condilomi. Il contagio nel maschio porta anche a gravi conseguenze in termini di peggioramento della fertilità della coppia, oltre a determinare un tasso di abortività quasi quadruplo. Da qui la richiesta alle istituzioni di estendere la vaccinazione anche ai maschi dopo che, dal 2007, il ministero della Salute ha avviato una campagna di vaccinazione gratuita per le ragazze di 12 anni.

Anti-Hpv protezione efficace anche per maschi



Un ampio studio internazionale pubblicato su The New england journal of medicine sostenuto da Merck & Co., rivela che il vaccino Gardasil, prodotto dall'azienda, protegge dal Papillomavirus umano (Hpv) i ragazzi con la stessa efficacia con cui protegge le ragazze. L'efficacia sui maschi, valutata su tre anni, in un campione di 4.000 ragazzi tra 16 e 26 anni, risulta del 90%, contro diversi ceppi di Hpv che provocano tumore della cervice nelle donne, ma che sono stati correlati anche a tumori vulvari, anali e della gola. Un risultato simile a quello osservato nelle sperimentazioni su campioni femminili, in cui era quasi del 100%. Secondo gli autori della ricerca vaccinare i maschi comporta un beneficio diretto su chi lo riceve e su tutta la comunità, perchè riducendo le infezioni negli uomini si riduce la trasmissione alle partner, ottenendo la cosiddetta immunità di branco (herd immunity). La Food and drug administration ha approvato l'indicazione per le ragazze nel 2008 e per i ragazzi nel 2009, nella fascia 9-26 anni. Ma, sebbene i Centers for disease control and prevention, chiedano uno sforzo affinché, il vaccino possa essere inserito nelle vaccinazioni scolastiche per le ragazze tra 11 e 12 anni, una commissione consultiva ha votato contro l'uso di routine del vaccino nei ragazzi.

sabato 23 marzo 2013

Vaccino HPV quadrivalente, efficacia oltre la prevenzione del cancro alla cervice





Vaccino HPV quadrivalente, efficacia oltre la prevenzione del cancro alla cervice

Un’analisi combinata di 3 studi clinici di fase II/III, che ha coinvolto più di 18 mila giovani donne, ha confermato che il vaccino quadrivalente (6, 11, 61 e 18) contro il cancro del collo dell’utero (Gardasil, SanofiPasteur MSD) ha dimostrato un’efficacia del 96% contro le lesioni iniziali al collo dell’utero, del 99% contro i condilomi genitali e del 100% verso le lesioni iniziali e precancerose alla vulva e alla vagina causate dai tipi di virus direttamente colpiti dal vaccino. Questi nuovi dati sono stati presentati in occasione del 20esimo Congresso Europeo di Ginecologia e Ostetricia (EBCOG) svoltosi nei gironi scorsi a Lisbona. Alla luce dell’alta efficacia del vaccino quadrivalente, l’Independent Data and Safety Monitoring Board (DSMB) dei due ampi studi di fase III sulle giovani donne (FUTURE I & II) ha raccomandato che questi studi fossero conclusi nel più breve tempo possibile affinché anche le donne inserite nel gruppo placebo potessero beneficiare dei benefici della vaccinazione con Gardasil. In Europa, circa il 25% delle lesioni iniziali al collo dell’utero sono causate dai tipi di HPV 16 e 18 (~200 mila casi ogni anno) e più del 10% sono provocate dai tipi 6 e 11 (~80 mila casi). Sebbene quelle legate ai tipi 6 e 11 di solito non evolvano in cancro, lo screening non è in grado di distinguerle da quelle provocate dai tipi 16 e 18 che invece possono trasformarsi in tumore. Richiedono, infatti, lo stesso follow-up medico, e possono generare stati di ansia nelle donne. I tipi di virus 6 e 11 sono anche la causa del 90% dei casi di condilomi genitali (circa 225 mila casi). I condilomi genitali possono causare stress e impattare nella vita di coppia. Anche se efficaci nel breve termine, le terapie ablative sono dolorose, e i tassi di ricorrenza possono essere alti. Infatti, anche nel caso in cui la lesione esterna sia stata eliminata, l’infezione persiste.

Responsabile Nazionale FIMP Ricerca e Sperimentazione sui Farmaci Membro Gruppo Multidisciplinare AIFA “ Farmaci e Bambini”


mercoledì 23 gennaio 2013

Sampling Bias Explains Association between Human Papillomavirus and Circumcision

  1. Dr Robert S. Van Howe, 413 E Ohio St, Marquette, MI 49855 (vanhowe@miuplink.net or vanhowe@msu.edu)
To the Editor—I read with interest the recent study of human papillomavirus (HPV) infection and circumcision by Auvert et al [1]. Although the authors believe they have demonstrated that circumcision prevents HPV infection, their findings can be completely attributed to sampling bias, which the authors fail to consider
 
Sampling Bias Explains Association between Human Papillomavirus and Circumcision            
The authors chose to sample only the urethra for HPV, stating that “[t]he urethra was chosen because the detection of HPV in this anatomical site is probably not affected by circumcision status” [1, p 15]. Unfortunately, several studies have demonstrated that the yield of HPV cultures differs at various locations on the penis depending on circumcision status [2 –6]. Most notably, HPV is more likely to be cultured from the shaft of the circumcised penis and from the glans of the normal penis. Weaver et al [2] found that, among men who had HPV recovered from any of numerous locations, 48% of circumcised men and 65% of uncircumcised men had a positive glans culture result. This indicates that an infected man with an uncircumcised penis for whom only the glans was cultured would be 1.35 times more likely to have a positive result than would an infected man with a circumcised penis. If the numbers of Auvert and colleagues are adjusted for this difference in yield, their findings are less dramatic and are no longer statistically significant (intention-to-treat odds ratio [OR], 0.87 [95% confidence interval {CI}, 0.66–1.14]; as-treated OR, 0.77 [95% CI, 0.59–1.01])
 
Auvert and colleagues state that their findings are consistent with those of other studies, yet these studies likewise fail to address sampling bias. For example, Hernandez et al [5] found that oncogenic HPV was more common on the glans of men with an uncircumcised penis; however, when oncogenic HPV obtained from any site is considered, no difference is seen (OR, 0.88 [95% CI, 0.45–1.74]). A meta-analysis of circumcision status and HPV infection that used metaregression also demonstrated that finding an association between HPV and circumcision status was less likely in studies in which sampling the shaft of penis for HPV was performed [7]. A recently published birth cohort study from New Zealand found that the combined seroprevalence of HPV-16 and HPV-18 was not affected by circumcision status (OR, 1.2 [95% CI, 0.75–1.9]) [8]. When studies published since the meta-analysis are included [1, 5, 6, 8] and the analysis is repeated using metaregression, not ascertaining circumcision status by physical examination (OR, 1.77 [95% CI, 1.15–2.73]) and not sampling the penile shaft (OR, 1.57 [95% CI, 1.16–2.12]) are both significantly associated with finding an association between circumcision status and HPV infection. Adjusting for these 2 factors, the summary OR for circumcision is 0.91 (95% CI, 0.74–1.11), and the difference is not statistically significant
 
When Auvert and colleagues chose to sample only the urethra, sampling bias guaranteed that their study would find a negative association between circumcision status and HPV infection. Consequently, their study fails to confirm an association between HPV infection and circumcision status, but it does provide further evidence that the sampling bias seen in this and other studies is unidirectional

martedì 22 gennaio 2013

External Genital Human Papillomavirus

External Genital Human Papillomavirus Prevalence and Associated Factors Among Heterosexual Men on 5 Continents

  1. Dalya Guris11
+ Author Affiliations
  1. 1Division of Medical Virology, University of Stellenbosch, South Africa and Lancet Laboratories, Johannesburg, South Africa
  2. 2Risk Assessment, Detection, and Intervention Program, H. Lee Moffitt Cancer Center and Research Institute, Tampa, Florida
  3. 3Mount Sinai School of Medicine, New York, New York
  4. 4Department of Medicine, University of California, San Francisco, San Francisco, California
  5. 5Associação Obras Sociais Irmã Dulce and Oswaldo Cruz Foundation, Brazilian Ministry of Health, Bahia, Brazil
  6. 6Instituto de Investigación Nutricional, Lima, Peru
  7. 7University Medical Center, National Public Health Institute, Morelos, Mexico
  8. 8J2: Private Clinic for Infectious Diseases, Berlin, Germany
  9. 9Olafia STI Clinic, Oslo University Hospital, University of Oslo, Oslo, Norway
  10. 10Gynecologic Cancer Prevention Center, Medical College of Georgia, Augusta, Georgia
  11. 11Merck, North Wales, Pennsylvania
  1. Reprints or correspondence: Prof Eftyhia Vardas, Division of Medical Virology, University of Stellenbosch, PO Box 19063, 7505 Tygerberg, South Africa and Consultant Clinical Virologist, Lancet Laboratories, PO Box 8475, Johannesburg, 2000, South Africa. (eftyxia.vardas@lancet.co.za).

Abstract

Background. We examined the baseline prevalence of penile, scrotal, and perineal/perianal human papillomavirus (HPV) in heterosexual men (HM). We also evaluated baseline characteristics of HM to assess factors associated with prevalent HPV detection.
Methods. We tested serum samples from 3463 HM aged 16–24 years with 1–5 lifetime female sexual partners for antibodies to HPV 6, 11, 16, and 18. We collected baseline swab specimens for the detection of DNA of HPV 6, 11, 16, 18, 31, 33, 35, 39, 45, 51, 52, 56, 58, and 59 from 3 areas: penile, scrotal, and perineal/perianal. Risk factors for prevalent HPV DNA detection were evaluated.
Results. The prevalence of any tested HPV type was 18.7% at the penis, 13.1% at the scrotum, 7.9% at the perineal/perianal region, and 21.0% at any site. Having >3 lifetime female sexual partners had the greatest impact on HPV prevalence: odds ratio (OR) 3.2 (95% confidence interval (CI) 2.1–4.9) for HPV 6, 11, 16, and 18; and OR 4.5 (95% CI 3.3–6.1) for all HPV types tested. HPV DNA detection was highest in Africa. Neither condom usage nor circumcision was associated with HPV DNA prevalence.
Conclusion. Genital-HPV DNA detection is common in young, sexually active HM. We found HPV to be most prevalent in African men and least prevalent in men from the Asia-Pacific region. Increased numbers of sexual partners was an important risk factor for HPV DNA prevalence.

domenica 22 aprile 2012

Vaccinare contro l’HPV anche i ragazzi?

Vaccinare contro l’HPV anche i ragazzi

La vaccinazione contro il Papilloma (HPV) per i maschi italiani è ancora di là da venire. Infatti, mentre il Papilloma sembra essere correlato a diverse patologie non di genere e quindi non al solo cancro del collo dell'utero, la vaccinazione contro questo virus sembra essere destinata nel nostro paese solo ed esclusivamente alle nostre signore e non ai nostri maschi ma questa prospettiva non è corretta.

Tutto questo sembra sostenuto, speriamo con convinzione sicura e precisa, da Sergio Pecorelli, presidente dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) che afferma inoltre, in un recente Congresso svoltosi a Padova su questi temi, che: "Non c’è solo il cancro del collo dell'utero, di cui il virus è responsabile al 100% ma anche tumori ad ano (88-94%), vagina (64-91%), condilomi genitali (80%), pene (40%), faringe (25%) e cavità orale (10%)".

Sappiamo che in numerosi paesi europei il vaccino anti HPV quadrivalente è indirizzato anche ai maschi fino ai quindici anni ed ancora Pecorelli dice "in Austria lo raccomandano sia per i ragazzi che per le ragazze; da noi invece la proposta vaccinale è attiva e gratuita per le sole ragazzine nel dodicesimo anno di vita".

A questo proposito è stato citato comunque anche il progetto sperimentale, promosso dall’Università di Brescia e finanziato dalla Regione Lombardia con l'aiuto ed il supporto anche di privati.

"Il progetto avviato sulla fascia d’età 11-15 anni – ha detto sempre il presidente dell’AIFA - ha dato buoni risultati, dimostrando l'attenzione verso questo problema anche da parte maschile".

Confermata questa prima esperienza positiva in Lombardia, io penso che ora la sua estensione a tutto il territorio nazionale dovrebbe essere quasi automatica .


Fonte:

http://prevenireitumoriuterini.tumblr.com/page/2

martedì 20 marzo 2012

Sesso orale aumenta rischio HPV

Il Sesso Orale aumenta il rischio di Cancro orofaringeo tramite l' HPV

I ricercatori americani del Johns Hopkins Kimmel Cancer Center di Baltimora con un recente lavoro pubblicato su Lancet Oncology (Lancet Oncol. 2010 Aug;11(8):781-9.) un importante studio osservazionale ed epidemiologico su l'aumento del rischio di incidenza del Cancro orofaringeo correlato all' HPV (Human Papilloma Virus).

Il dato di conferma proviene dall'osservazione della aumentata incidenza - soprattutto negli uomini di età inferiore ai 50 anni di questa malattia neoplastica anche in soggetti non fumatori e non abituali consumatori di alcol.

La nostra osservazione, sull'incidenza maggiore dell'uomo può albergare nelle maggiori difficoltà di protezione durante un rapporto orale attivo con partner femminile (cunnilingus) o alta promiscuità e scarsa protezione, fra omosessuali.

Lo studio conferma che la presenza di HPV nel cavo orale espone di ben 32 volte in più rispetto ad un soggetto non positivo per HPV all'insorgenza di questo tumore (carcinoma squaocellulare); il rischio di cancro è inoltre maggiormente triplicato nei soggetti HPV positivi fumatori e di 2,5 volte nei forti bevitori.

Altri dati significativi confermano che i pazienti che hanno avuto nella loro vita più di 6 partner con le quali hanno avuto sesso orale (attivo: fellatio o cunnilingus) sviluppano una percentuale di cancro - HPV correlato dell' 8,6% rispetto ad altri soggetti meno promiscui.

Nell'attesa di nuovi dati riguardanti soprattutto la reale efficacia del vaccino contro l'HPV nell'uomo, i consigli fondamentali per la sicurezza dei pazienti debbono vertere nella

1. Protezione attiva durante il sesso orale (condom)

2. Individuazione di lesioni precoci del cavo orale


Inoltre può risultare utile per un miglior follow-up dei pazienti e per individuare i soggetti a più alto rischio, l'effettuazione di tests specifici per la individuazione di ceppi responsabili di questo tumore - HPV 16 in primis, mediante tecnica di amplificazione del genoma virale.

Le Figure di riferimento per la tutela della Salute del paziente sono il medico di famiglia in primis e sicuramente lo Specialista in Malattie Sessualmente Trasmissibili, ovvero il Venereologo:

utile rivolgersi al Venereologo, per la valutazione di lesioni delle mucose del cavo orale e per la effettuazione dei sopraccitati tests specifici; ovviamente la Tutela della Salute in questo caso non deve significare facili allarmismi, ma vuole sottolineare l'importanza della prevenzione primaria in un tipo di rapporto sessuale, che molti considerano erroneamente "relativamente sicuro" senza alcuna protezione, rispetto ad altri tipi di rapporti sessuali - e che invece può trasmettere oltre a quanto asserito dai ricercatori Johns Hopkins Kimmel Cancer, anche altre malattie sessualmente trasmissibili importanti (Sifilide, Gonorrea, Chlamidia, Herpes, Condilomi - HPV, Balanopostiti / Balaniti in primis).

venerdì 20 gennaio 2012

HPV: vaccino utile anche per gli uomini

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HPV: vaccino utile anche per gli uomini

Il vaccino contro il papillomavirus umano (Hpv), disponibile per le ragazze contro i tumori del collo dell’utero, potrebbe essere un utile strumento di prevenzione anche nell’uomo, riducendo l’incidenza dei tumori dell’area genitale, in particolare quelli dell’ano e del pene. Le certezze sull’argomento sono ancora poche e si tratta di un’ipotesi ancora sperimentale, ma uno studio americano ha dimostrato che il vaccino quadrivalente contro l’Hpv è sicuro e induce un’efficiente risposta immunitaria.

LO STUDIO – I ricercatori del St. Louis College of Pharmacy hanno selezionato, fra gli studi pubblicati in lingua inglese, tre sperimentazioni che hanno valutato immunogenicità e tollerabilità del vaccino quadrivalente su più di 1.100 maschi fra i 9 e i 26 anni. Più del 99,5 per cento di questa popolazione è andata incontro a sieroconversione per Hpv 6, 11, 16 e 18 dopo un mese, mentre gli anticorpi sono risultati più alti di quelli presenti nelle donne di età compresa tra 16 e 26 anni. Inoltre, la risposta immunitaria appare persistente dopo un anno in più del 92,5 per cento dei soggetti vaccinati. Un altro dato importante è la riduzione dell’identificazione di nuove lesioni anogenitali nei maschi due anni e mezzo circa dopo la somministrazione del vaccino. Dal punto di vista del profilo di sicurezza il prodotto è risultato ben tollerato. I più comuni eventi avversi consistono in sincope, febbre, reazioni sul sito di inoculazione, vertigini, nausea e mal di testa.

L’INFEZIONE – Il papillomavirus è molto comune e nella quasi totalità dei casi non dà disturbi di sorta. In alcune circostanze, però, si cronicizza e può favorire l’insorgere di condilomi e di tumori. Il virus è responsabile della maggior parte dei casi di tumori del collo dell’utero (contro i quali è possibile vaccinare le ragazze) e un suo ruolo è stato dimostrato anche per i tumori dell’ano, del pene, del cavo orale. Da più parti si sottolinea l’utilità di una vaccinazione anche per i ragazzi, sia per limitare il contagio nelle donne non vaccinate, sia per prevenire tumori maschili dell’area urogenitale. Negli Stati Uniti l’Fda ha già approvato l’indicazione al vaccino per i giovani fra i nove e i 26 anni, in Europa si sta valutando la questione.

FONTE:
http://www.liquidarea.com/2010/08/hpv-vacc...per-gli-uomini/

giovedì 19 gennaio 2012

Vaccino HPV: valido, ma non abbassare la guardia

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Vaccino HPV: valido, ma non abbassare la guardia sull’importanza dei rapporti protetti

Dopo essersi sottoposte al vaccino contro il Papillomavirus umano (Hpv) – virus trasmissibile a livello sessuale che può provocare lesioni ai genitali e il cancro al collo dell’utero – una teen-ager su quattro è convinta di essere protetta anche da altre patologie come l’Hiv, la sifilide e la gonorrea, contro le quali, invece, il vaccino anti-Hpv risulta del tutto inefficace.

A dirlo è uno studio americano finanziato dal National Institutes of Health e pubblicato su Archives of Pediatric & Adolescent Medicine che ha esaminato un sondaggio condotto su 339 ragazze tra 11 e 21 anni circa la loro percezione del rischio dopo la prima vaccinazione Hpv.

La maggior parte delle adolescenti ha riferito di essere consapevole dell’importanza di avere rapporti sessuali sicuri e protetti in ogni caso, ma il 23,6% crede di essere meno a rischio di contrarre malattie sessualmente trasmesse dopo la vaccinazione.

I medici del Cincinnati Children’s Hospital Medical Center (Usa) hanno rilevato che tra i fattori che moltiplicano i rischi ci sono la mancanza di informazioni sul vaccino e sull’infezione da Hpv, e la minore paura dell’Hpv e quindi comportamenti sessuali meno sicuri, come rapporti senza preservativo. “I medici dovrebbero discutere con le ragazze e le loro madri i limiti del vaccino e la sua reale azione”, spiega Tanya Kowalczyk, che ha condotto lo studio.

FONTE: http://www.liquidarea.com/2012/01/vaccino-...A%3A%3A%3A..%29